Dom. 23 Gen. 2022
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Cusano verso le elezioni: Lorenzo Gaiani, centro sinistra

[textmarker color=”e63631″]CUSANO MILANINO[/textmarker] – Un altro passo avanti nel conoscere i candidati sindaci dei nostri comuni che andranno al voto il 25 maggio. Questa volta conosciamo meglio Lorenzo Gaiani, candidato del Partito Democratico e sostenuto dalla coalizione di centrosinistra. Gaiani, 47 anni, cusanese doc, laureato in giurisprudenza, è il segretario cittadino del Pd.

 

– Facciamo un piccolo salto nel futuro: è maggio, ha vinto le elezioni. La prima cosa da fare.

Direi come primissima cosa una seria verifica dello stato delle finanze comunali. Tutti i progetti a cui noi intendiamo dare priorità – in materia di interventi sulla scuola, di opere pubbliche, di politiche sociali – presuppongono una diversa priorità nella spesa pubblica rispetto all’Amministrazione uscente. Proprio per questo è necessario sapere quali siano le risorse disponibili rispetto agli interventi più immediati, anche tenendo conto delle più recenti novità legislative.

 

– La tradizione “rossa” di Cusano Milanino è stata interrotta 5 anni fa con l’insediamento della Giunta Ghisellini. Quale pensa possa essere il plus della sua coalizione per convincere l’elettorato?

Nel caso di Cusano Milanino non parlerei di tradizione rossa ma di tradizione democratica: negli anni dalla Liberazione in poi la nostra cittadina è stata governata dalla DC, dal PCI e dal PSI, forze fra loro diverse, ma che insieme hanno contribuito a definirne il profilo in un periodo di crescita economica e demografica. Inoltre, da noi vi è sempre stata una ricca tradizione di presenze associative, cooperativistiche e di volontariato, che hanno saputo sviluppare una dialettica feconda con i partiti politici. Ecco, se rottura c’è stata da parte della Giunta di destra è stata proprio con questa dialettica sociale, visto che non c’è una sola di queste realtà del Terzo settore che non abbia da lamentarsi dell’ inconsistenza e della strumentalità di questa Amministrazione, che peraltro non ha brillato né sotto il profilo della stabilità – quattro Assessori cambiati in cinque anni, il che dimostra che il Sindaco non è stato nemmeno capace di scegliersi bene i collaboratori- né sotto quello del buon governo, visto che la cifra distintiva di questo mandato amministrativo è stato il più totale immobilismo. A me sembra che le forze della coalizione che io guido siano le naturali eredi di quella tradizione civica e democratica a cui Cusano Milanino deve riallacciarsi, come dimostra il tipo di programma che stiamo per presentare, incentrato sulla necessità di rispondere ai bisogni reali dei cittadini nella nuova situazione istituzionale ed economica in cui ci troviamo. In più, vorrei rimarcare che io sono il primo e fin qui l’unico candidato Sindaco designato con il sistema democratico delle primarie, e questo ha un suo significato e secondo me è un addittivo in più per la mia candidatura.

 

– Se dovesse vincere le elezioni ma i numeri non fossero sufficienti a governare in autonomia con chi stringerebbe alleanze?

Salvo casi rarissimi la legge elettorale per i Comuni dà al Sindaco eletto dai cittadini un’ampia maggioranza in Consiglio comunale che gli permette di governare agevolmente. Qualora si verificasse uno di quei rarissimi casi che dicevo,porterei le mie proposte in Consiglio e le sottoporrei alla responsabilità delle singole forze politiche.

 

– Tra i suoi avversari esiste una grande differenza di età (basti pensare che fra Marco Fais e Sergio Ghisellini intercorrono quasi cinquant’anni): secondo Lei esiste l’ “età giusta” per guidare una città?

Non esiste l’età giusta, esistono le caratteristiche giuste per fare il Sindaco. A mio giudizio tali caratteristiche sono : l’onestà , l’esperienza, la conoscenza della macchina amministrativa, la disponibilità all’ascolto , il senso di responsabilità. Se non pensassi di avere almeno in parte tutte queste caratteristiche non mi sarei candidato.

 

– Tra le molte questioni che interesseranno Cusano Milanino nei prossimi anni (stazione FNM unificata, Esselunga…) cosa La spaventa di più?

Non c’è nulla di cui spaventarsi: le varie questioni vanno affrontate con criterio e pacatezza. Sull’ area ex Pirelli ciò che mi sentirei di fare una volta eletto Sindaco sarebbe di contattare la dirigenza di Esselunga per spiegare loro che un intervento come quello che hanno in mente non rientra nell’interesse di questo Comune. Infatti, si tratterebbe di un edificio di circa 8400 mq e un’altezza di 12 metri dotato di un parcheggio per 800 automobili. Nello stesso tempo la superficie di vendita dichiarata è inferiore ai 2500 mq, ma è facile prevedere che prima o poi verrà chiesto di raddoppiarla. Insomma, un intervento imponente, qualcuno dice mostruoso. Quello che vorremmo spiegare ad Esselunga è che a noi interessa un intervento che sia compatibile con le esigenze del nostro Comune e dell’area particolare in cui esso verrebbe a installarsi, per cui l’ampiezza ed il volume dell’edificio dovrebbero essere compatibili con la superficie di vendita, e quindi assai meno grandi dell’attuale. Inoltre, andrebbe risolto in modo serio l’evidente problema viabilistico che ne deriverebbe, visto che l’area del “Bivio”, dove l’ipermercato sorgerebbe, è già ora pesantemente trafficata. Per quanto concerne la nuova Stazione, il progetto è entrato nella fase operativa, e si tratta di ridurne al minimo il disagio per tutti quei molti concittadini, me compreso, che prendono regolarmente i treni delle Nord, soprattutto sotto il profilo dell’accessibilità e dei collegamenti con tutto il territorio comunale.

 

– Anche Cormano e Paderno Dugnano vanno alle elezioni. Se vincesse il centrosinistra in entrambe le città si ricomporrebbe la “cintura rossa” dei sette Comuni del Nord Milano. Cosa Le piacerebbe fare a livello sovracomunale?

All’inizio di aprile è entrata in vigore la legge 56 che rende operativo il nuovo Ente della Città metropolitana anche sul territorio dell’attuale Provincia di Milano. Fra le altre cose la legge prevede che le funzioni metropolitane possano essere attribuite a delle aggregazioni di Comuni – definite “zone omogenee”- che potrebbero avere poteri reali in materia di programmazione territoriale, viabilistica, di politiche sociali ed ambientali comuni… Insomma una grande occasione: in attesa che lo Statuto metropolitano precisi meglio queste funzioni è mio parere che i sette Comuni del Nord Milano facciano valere l’omogeneità della loro area per avere un peso significativo nella Città metropolitana e per sviluppare da subito una serie di progetti condivisi, permettendo di mantenere la qualità dei servizi fin qui forniti ai cittadini con le risorse ora esistenti. Ancora una volta però quello che servono non sono Comuni “rossi”, ma Comuni collaboranti e lungimiranti, cosa che, debbo rilevarlo, la Giunta cusanese uscente non è assolutamente stata in questi anni. Sto già lavorando con le candidate del centrosinistra di Cormano e Paderno Dugnano, Tatiana Cocca e Antonella Caniato, per abbozzare le linee di un progetto condiviso da estendere poi agli altri quattro Comuni. Lo sfondo di tutte le nostre azioni, da adesso in poi, non può che essere questo.

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