Gio. 23 Set. 2021
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Le nebbie del Nordmilano

Tre giorni, appena tre giorni sono bastati.

Tre giorni e qualche scroscio di pioggia, ben lontano dalle perturbazioni atlantiche che ci avevano prospettato gli esperti del meteo, per mettere fine all’emergenza smog.

La scorsa settimana era stato diffuso l’ennesimo allarme inquinamento, con l’immediata attivazione del Protocollo voluto da Provincia e sottoscritto dai comuni. Troppi giorni con il Pm10 sopra il livello di guardia, conseguente riduzioni della circolazione dei veicoli, abbassamento delle temperature dei condomini e dita incrociate affinché la soglia tornasse a livelli ottimali.

Ottimali per quanto riguarda il rispetto del Protocollo, non di certo per quel che concerne salute e qualità dell’aria.

Appena l’asticella è tornata in posizione “standard”, tutti i provvedimenti sono stati revocati, (a partire da oggi n.d.r.) e si è potuti tornare alla torbida, nel senso letterale, normalità delle cose.

Ora, pretendere che in una delle aree più densamente abitate della Provincia, come quella del Nord Milano, che a sua volta fa parte dell’area metropolitana più grande d’Italia, nonché quinta a livello europeo, ovvero la Grande Milano, vi sia la piacevole brezza marina o la frescura dell’aria d’alta montagna, è forse un filo utopistico.

Ma che si debba respirare una sozzura, inframmezzata solo da stop coatti volti a rispettare una legge blanda, riciclandosi in moderni sciamani intenti in improbabili danze della pioggia, per avere un’aria appena respirabile, profuma, pardon, puzza, proprio di presa in giro.

Sarebbe forse il caso di avviare un programma sistematico e cadenzato di riduzione dei veicoli, di potenziamento dei mezzi pubblici, di incentivazione per i mezzi ecologici, di attenzione all’inquinamento aziendale, condominiale, acustico, luminoso… etc.

O forse è questo a essere davvero utopistico?

 

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