[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – L’affluenza si è fermata al 50,86% con soli 31.188 sestesi al voto su oltre 61mila iscritti. Praticamente metà degli aventi diritto hanno ignorato l’invito al voto. E’ questo il dato più evidente e sconcertante delle elezioni a Sesto San Giovanni.
Ripetendo uno schema che si è visto in molti Comuni italiani, al ballottaggio sono andati i candidati di centrosinistra e di centrodestra. I sestesi hanno deciso di mandare al ballottaggio Monica Chittò, con il 30,95% dei consensi e Roberto Di Stefano, con il 26,13%. Solamente terzo, ma per un soffio, Gianpaolo Caponi con il suo Polo Civico che si è fermato al 24,11% con uno scarto di poco più di 500 voti dal ballottaggio. Sottotono i 5 Stelle con il candidato Antonio Foderaro che si è fermato al 13,52%. Si può considerare buona l’affermazione di Sandro Piano che in una corsa solitaria con una lista alternativa, la Lista Popolare X Sesto, ha portato a casa il 3,54% dei voti.
La vera debacle è quella della Chittò e del centrosinistra che nella passata legislatura aveva passato il primo turno con il 46% dei voti e aveva affrontato il ballottaggio come una passeggiata, contro la Landucci che poteva contare su appena il 16% dei voti. Addirittura la Chittò ha preso meno voti delle sue liste (il totale delle liste è di 31,15%). Il Partito Democratico si è fermato al 20%, contro il 27% di 5 anni fa. I partiti della sinistra (mascherati da liste civiche) che sostengono la Chittò, si sono fermate a poco più del 2%, mentre anche la civica che porta il nome della Chittò non ha fatto meglio del 4,7%. Tutti i risultati dei candidati e delle liste sono consultabili sul sito del Comune
Sesto nel Cuore ha sfiorato l’impresa storica. Il raggruppamento civico guidato da Gianpaolo Caponi ha condotto una campagna elettorale forte e densa di contenuti che ha posto le sue liste civiche al pari delle grandi coalizioni. Ha conquistato oltre 7mila preferenze. Ma purtroppo non tutti i sestesi hanno creduto nel progetto. Come già accadde 5 anni fa, non ha avuto accesso al ballottaggio per uno scarto di circa 500 voti.
Tra 15 giorni i sestesi saranno chiamati nuovamente al voto. La situazione è di incertezza totale. Perché le liste civiche e il Movimento 5 Stelle liberano oltre 12mila voti che potrebbero andare a premiare l’uno o l’altro candidato al ballottaggio. Tra Di Stefano e la Chittò ci sono solamente 1500 voti di distacco. Potrebbero essere fondamentali gli eventuali apparentamenti con le liste escluse o gli appelli al voto dei candidati rimasti fuori.





