La Corte Suprema di Cassazione ha respinto il ricorso di ARCI Milano nella controversia con il Comune di Sesto San Giovanni relativa ai consumi di energia elettrica dell’area del Carroponte.
Una decisione che conferma l’esito dei precedenti gradi di giudizio e rafforza la posizione del Comune nella vicenda.
La controversia riguarda le somme dovute per i consumi elettrici degli anni passati e l’accordo sottoscritto nel gennaio 2018 per determinarne l’importo. ARCI ha contestato il criterio di calcolo concordato con il Comune, arrivando fino alla Suprema Corte. Ma il risultato è chiaro: il ricorso è stato respinto e resta ferma la condanna al pagamento di 226.799,88 euro, oltre agli interessi di mora e alle spese di lite.
Di Stefano: «Basta prediche della sinistra sulla legalità: le regole valgono per tutti»
«Questa sentenza parla chiaro – dichiara Roberto Di Stefano. Il Comune ha difeso le proprie ragioni e la Cassazione ha respinto le contestazioni di ARCI. È un risultato importante per l’amministrazione e per tutti i cittadini di Sesto San Giovanni, perché quando si parla di risorse pubbliche e di obblighi economici, la serietà deve venire prima di tutto».
«E permettetemi una considerazione politica: siamo stanchi di chi pretende di impartire lezioni di moralità, giustizia e correttezza agli altri, salvo poi trascinare per anni le controversie davanti ai tribunali quando si tratta di rispettare accordi e obblighi economici. La legalità non può essere un megafono da usare soltanto quando fa comodo. Deve valere per tutti, senza doppie misure e senza privilegi».
La vicenda del Carroponte
Di Stefano prosegue: «Per troppo tempo, in questa città, qualcuno ha pensato di poter dettare l’agenda politica e morale senza essere sottoposto allo stesso metro di giudizio che pretende di applicare agli altri. Noi abbiamo scelto una strada diversa: difendere gli interessi del Comune, tutelare i cittadini e non fare sconti a nessuno quando sono in gioco le risorse pubbliche».
La decisione della Cassazione ha anche conseguenze economiche sulle spese processuali: ARCI è stata condannata a rimborsare al Comune 7.600 euro per compensi legali e 200 euro per esborsi, oltre alle spese forfettarie e agli accessori di legge.
«A chi continua a voler impartire lezioni alla nostra amministrazione, diciamo una cosa semplice: prima di puntare il dito contro gli altri, si guardino i fatti. Sesto San Giovanni non è più la città in cui qualcuno può pretendere di essere intoccabile. Le regole valgono per tutti e il Comune continuerà a difendere fino in fondo gli interessi dei sestesi».







