Se fossimo Dagospia, e non lo siamo, avremmo scritto “l’affare s’ingrossa”, o giù di lì. L’invito a Ilaria Salis, europarlamentare, a partecipare all’ incontro organizzato il 17 aprile da AVS a Cinisello Balsamo (luogo ancora da definirsi) per parlare di remigrazione, ha provocato una vasta reazione social e portato alla pubblicazione di vari articoli di giornali; sono centinaia i commenti da parte degli utenti della rete sotto i vari post seguiti al nostro articolo che riportava la reazione a caldo del primo cittadino di Cinisello Balsamo, Giacomo Ghilardi: Ilaria Salis a Cinisello? Non è benvenuta.
Poi ieri in serata il sindaco ha rilanciato l’argomento pubblicando un post con il quale chiede ai cittadini e al popolo della rete di di schierarsi: “Da che parte stai? Anarchia oppure legalità? Occupazioni tutti dentro oppure legalità?” Il testo del post è una replica al circolo locale di AVS, che aveva chiesto al sindaco di non partecipare al raduno sulla remigrazione in virtù della storia di Cinisello Balsamo, una città che ha sempre accolto le spinte migratorie dall’Italia e ora da molte altre parti del mondo.
Scrive il sindaco:
Fanno una petizione per impedirmi di partecipare a un evento sulla remigrazione.
Poi invitano a Cinisello Balsamo chi giustifica illegalità e occupazioni.
Questa è la contraddizione della sinistra.
Si vuole impedire ad un sindaco di partecipare a una manifestazione pubblica, organizzata tra l’altro dal mio partito, su un tema come immigrazione e rimpatri che tocca la quotidianità di ognuno di noi.
Ma nello stesso tempo si porta in città chi sostiene un modello opposto: accoglienza senza limiti, nessuna distinzione, nessuna responsabilità.
La domanda è semplice:
secondo gli esempi che vogliono portare nella nostra città, la soluzione è tenere qui tutti, anche chi non rispetta le regole e tollerare occupazioni abusive e illegalità. È questo che vogliamo?
Noi pensiamo il contrario.
Governare significa regole chiare: ingressi regolari, integrazione vera e rimpatrio per chi delinque o non ha titolo.
Ognuno scelga da che parte stare.
Noi stiamo dalla parte della legalità, della sicurezza e del rispetto delle regole.
Nella dichiarazione in esclusiva rilasciataci il sindaco aveva fra l’altro affermato a proposito dell’onorevole Ilaria Salis: “Una che incita ad occupare le case, all’immigrazione clandestina ed ora è anche attenzionata dai Servizi internazionali, non può essere benvenuta”.
Affermazioni forti, che trovano probabilmente ispirazione anche dagli ultimi sviluppi della vicenda Salis, così come segnalato da alcuni organi di informazione.
Secondo quanto riportato in particolare da Il Giornale, in Germania si sarebbe mosso il Procuratore generale che avrebbe aperto un fascicolo di massimo livello di concerto con l’Ungheria. Nel mirino ci sarebbero le violenze della Hamerbande.
“I tedeschi, infatti,- scrive Il Giornale – sarebbero interessati a comprendere il movimento (al cui interno potrebbe orbitare Ilaria Salis) che ruota attorno alla loro connazionale, tale Maja T, condannata di recente da un tribunale ungherese a otto anni di reclusione con l’accusa di aver partecipato agli attacchi antifa del 2023 a Budapest, quando un gruppo di persone mascherate ha aggredito violentemente alcuni partecipanti a una commemorazione del Giorno dell’Onore”.
A parlarne nella trasmissione condotta da Lilli Gruber su La7 è stato il direttore del settimanale tedesco Die Zeit, Giovanni di Lorenzo, che ha confermato l’interesse della giustizia tedesca nei confronti dell’europarlamentare Salis: “Ci sono delle indagini in corso in Germania, anche a livello molto alto, non solo contro di lei, ma per un gruppo di persone, e per quello che sappiamo anche in Ungheria. Perciò, ciò che è stato detto relativo a delle segnalazioni dall’estero per noi è vero”. E sembra proprio che le indagini si riferiscano “ad attività estremiste”, ha precisato dopo la domanda della conduttrice. La polemica era scaturita dopo il controllo effettuato sabato mattina a Roma da parte della polizia, che dopo una segnalazione di un paese dell’area Schengen, si è recata nell’hotel in cui alloggiava l’europarlamentare.
A cura di Angelo De Lorenzi







