Uno sfratto. Non da un appartamento, ma da una pista. Eppure, il risultato non cambia: l’HC Milano Devils oggi è una squadra senza una casa. Senza un luogo dove allenarsi, crescere, vivere. Il Palasesto – storico impianto che ha visto generazioni intere scivolare sul ghiaccio – ha deciso: niente più ore disponibili per i Devils nella stagione 2025/2026. Tutto azzerato, da un giorno all’altro. Il club è stato “sfrattato” dal palazzetto del ghiaccio, struttura comunale data in concessione alla società Palasesto Srl, che ha revocato, dall’oggi al domani, tutte le ore messe a disposizione per i Devils.
Il team annovera oltre 200 atleti, tra bambini, adolescenti e agonisti, messi alla porta con una comunicazione secca. Come un’azienda che chiude un contratto. Solo che qui non si parla di profitto: si parla di sport, educazione, identità. Di tempo sottratto alla strada, di famiglie che hanno costruito attorno al ghiaccio una comunità.
E non è solo una questione logistica. È una partita giocata sul filo del ricatto: o ti pieghi al nuovo progetto della gestione, tesserando i tuoi atleti sotto un’altra sigla – i “Diavoli Rossoneri”, creati ad hoc – o sei fuori. Nessun progetto tecnico presentato, nessuna garanzia reale. Solo la forza di chi gestisce l’impianto e può dettare le regole. E spegnere le luci. La petizione lanciata da genitori e sostenitori ha già superato le 800 firme.
La Federazione Italiana Sport del Ghiaccio ha tentato una mediazione, per ora inascoltata. Alla domanda di chiarimento da parte dei Devils, sarebbe stata comunicata l’intenzione da parte del gestore di voler fondare una nuova squadra.
E intanto il tempo passa. Settembre si avvicina. I Devils rischiano di sparire. Per sempre. Nessun commento, al momento, da parte dell’amministrazione comunale.
Se una società storica, radicata, rispettata, può essere spazzata via con questa leggerezza, allora lo sport – quello vero, di base – è davvero in pericolo.
Sfrattati dal Palasesto: i Devils senza casa
L'HC Milano Devils fuori dal PalaSesto, 200 atleti a rischio. Silenzio istituzionale, sport minoritario abbandonato
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