HomeAttualitàCriptovalute, facciamo il punto di un settore in continua evoluzione

Criptovalute, facciamo il punto di un settore in continua evoluzione

Oggi più che mai il settore della finanza sta vivendo una fase particolarmente delicata. I problemi legati alla scarsa crescita dell’Europa, infatti, si uniscono ad un mondo che sta vivendo una fase di grande trasformazione degli assetti geopolitici che avevano garantito stabilità negli ultimi decenni. A questo dobbiamo aggiungere le profonde trasformazioni in atto per via delle nuove tecnologie legate al settore delle criptovalute e della diffusione dell’AI.

In particolare, nel panorama in continua evoluzione delle ultime notizie sulle criptovalute, due iniziative recenti stanno attirando l’attenzione: da un lato, il Politecnico di Torino ha inaugurato un corso dedicato agli sviluppatori Bitcoin; dall’altro, diversi stati degli Stati Uniti stanno valutando l’inclusione del Bitcoin nelle loro riserve strategiche. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di fare maggiore chiarezza su questi argomenti, analizzandone il possibile impatto.

Il Politecnico di Torino lancia un corso per sviluppatori Bitcoin

Il Politecnico di Torino ha avviato un percorso formativo rivolto a sviluppatori interessati alla tecnologia Lightning Network di Bitcoin. Questo corso, offerto dalla Scuola di Master e Formazione Permanente, mira a formare professionisti con competenze in crittografia, cybersecurity e project management, rispondendo alla crescente domanda di esperti nel settore da parte di startup, medie imprese e multinazionali.

Con una capitalizzazione di mercato delle criptovalute che supera i 3.500 miliardi di euro, e con Bitcoin che detiene quasi il 58% di questa quota, l’importanza di una formazione specializzata è evidente. Il Lightning Network, una rete decentralizzata progettata per consentire pagamenti istantanei e scalabili, continua a espandersi, contando circa 17.000 nodi e la capacità di gestire potenzialmente milioni di transazioni al secondo. Il corso, tenuto in lingua inglese, è destinato a neolaureati e giovani professionisti con una base nello sviluppo software, e si svolgerà da marzo a giugno, con iscrizioni aperte fino al 5 febbraio.

Stati Uniti prendono in considerazione di utilizzare il Bitcoin come riserva strategica

Parallelamente, negli Stati Uniti, ben 19 stati, tra cui Utah e Arizona, stanno esplorando la possibilità di adottare normative che permettano di includere il Bitcoin nelle loro riserve strategiche. Questa iniziativa, originariamente proposta durante la campagna elettorale di Donald Trump, potrebbe portare a un flusso di acquisti di Bitcoin stimato in circa 23 miliardi di dollari. La nomina di Paul Atkins a capo della Securities and Exchange Commission (SEC) riflette un approccio più aperto verso le criptovalute; Atkins ha infatti dichiarato nel 2018 che il Bitcoin rappresenta una tecnologia rivoluzionaria il cui potenziale non dovrebbe essere soffocato da una regolamentazione eccessiva.

L’interesse degli stati americani per il Bitcoin come riserva è principalmente motivato dalla necessità di proteggersi dall’inflazione. Spesso definito “oro digitale”, il Bitcoin è considerato un asset deflattivo grazie alla sua offerta limitata e a meccanismi come l’halving, che riducono periodicamente la quantità di nuovi Bitcoin immessi sul mercato. In un contesto di aumento dei prezzi e instabilità economica, molti vedono nel Bitcoin un nuovo rifugio per preservare il valore.

Criptovalute e asset alternativi

Questa tendenza si inserisce in un quadro più ampio di crescente interesse per gli asset alternativi. Il prezzo dell’oro, tradizionale bene rifugio, continua a raggiungere nuovi record, con il Gold Spot scambiato a 2.914 dollari l’oncia e l’oro con consegna ad aprile (Comex) a 2.926 dollari. La domanda è alimentata anche dalle banche centrali, la cui quota di oro nelle riserve è aumentata dall’11% nel 2023. Nel frattempo, personalità come Elon Musk hanno sollevato interrogativi sulla reale consistenza delle riserve auree statunitensi, con Musk che ha suggerito la necessità di verifiche presso la base militare di Fort Knox.

In Italia, l’interesse per le criptovalute si manifesta anche attraverso iniziative educative come quella del Politecnico di Torino, che mira a formare una nuova generazione di esperti in tecnologie blockchain e Bitcoin. Questi sviluppi indicano una crescente integrazione delle criptovalute nei sistemi economici tradizionali, sia come strumenti di investimento che come risorse strategiche.

In conclusione, il settore delle criptovalute è sempre più in evoluzione: mentre il Politecnico di Torino si impegna nella formazione di specialisti per sostenere l’innovazione nel settore delle criptovalute, gli Stati Uniti valutano l’integrazione del Bitcoin nelle loro riserve strategiche, riflettendo una crescente fiducia nelle potenzialità di questa “oro digitale”. Questi sviluppi sottolineano l’importanza di una comprensione approfondita e di un approccio informato verso le criptovalute, sia a livello educativo che istituzionale.

 

 

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