Le immagini della guerriglia urbana che ha attraversato il centro di Milano non lasciano indifferente il Nord Milano. La violenta manifestazione contro il carovita, sfociata in aggressioni alle forze dell’ordine, vetrine infrante e pesanti danni ad attività commerciali e beni pubblici, ha scatenato un’immediata ondata di reazioni politiche tra i principali esponenti del territorio. Sono in gran parte giovanissimi, molti di origine straniera, i responsabili dei gravi episodi accaduti durante il weekend nel centro del capoluogo lombardo.
A sollevare la voce con estrema durezza è il sindaco di Cinisello Balsamo, Giacomo Ghilardi, che punta il dito contro chi, a suo dire, starebbe tentando di edulcorare la gravità dei fatti: «Chi minimizza o giustifica tutto questo è politicamente complice», ha tagliato corto il primo cittadino cinisellese, invocando una condanna unanime e senza sfumature di fronte alla violenza di piazza.
Tensione a Milano, le reazioni dei sindaci
“Totale e assoluta condanna per gli atti vandalici che sono stati realizzati dai gruppi di estrema sinistra che hanno fatto degenerare i cortei in guerriglia urbana durante questo weekend”, così Simone Cairo, sindaco di Bresso.
“Scene vergognose nel cuore di Milano: assalti e devastazioni anche alle auto degli agenti. Altro che manifestanti, qui siamo davanti a vandali e delinquenti che approfittano del caos per distruggere! Questa non è protesta, è pura inciviltà!”, così via social, Roberto Di Stefano, primo cittadino di Sesto San Giovanni.
Paolo Vino (Valore Sesto): “Ascoltare il disagio, ma fermare l’illegalità”
Sul fronte sestese, la presa di posizione di Paolo Vino, candidato sindaco di Sesto San Giovanni e portavoce della lista civica Valore Sesto, è altrettanto netta nel condannare gli episodi di violenza, pur mantenendo un focus sulle ragioni sociali della piazza.
«Le immagini delle violenze di ieri sono inaccettabili», ha dichiarato Vino. «Nulla di tutto questo può trovare giustificazione nel diritto di manifestare. Chi aggredisce le forze dell’ordine, danneggia un negozio o distrugge un bene pubblico non rafforza una protesta: l’indebolisce, colpendo persone che nulla hanno a che vedere con le responsabilità contro cui quella protesta è rivolta».
Il portavoce di Valore Sesto ha espresso piena solidarietà agli agenti feriti e ai commercianti colpiti dai vandali, ma ha anche invitato la politica a non ignorare il dramma economico che sta alla base del malcontento popolare: «Le ragioni di chi denuncia il costo crescente della vita, salari insufficienti e difficoltà sempre maggiori per famiglie e lavoratori meritano ascolto e, soprattutto, risposte concrete dalla politica».
“Difendere il diritto al dissenso”
Secondo il candidato sestese, la chiave sta nel saper scindere la stragrande maggioranza dei cittadini che manifesta pacificamente dai professionisti del disordine: «È importante non confondere chi manifesta pacificamente con chi utilizza una manifestazione per compiere atti violenti. Le responsabilità sono personali. Difendere la libertà di manifestare significa anche impedire che venga svuotata di significato da chi sceglie la violenza. Libertà, legalità e rispetto delle persone sono parti dello stesso principio democratico».
Il dibattito nel Nord Milano resta aperto, con le forze politiche locali pronte a confrontarsi non solo sulla gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico, ma anche sulle misure di welfare necessarie a calmierare una crisi economica che continua a mordere i bilanci delle famiglie dell’hinterland.







