Ha fatto discutere, e non poco, l’ultima apparizione pubblica di Sfera Ebbasta. Il celebre rapper, orgoglio della scuderia musicale di Cinisello Balsamo, è finito al centro di una bufera mediatica che va ben oltre i confini del mondo della musica trap. L’episodio è avvenuto sabato sera allo stadio di San Siro, in occasione del big match tra Inter e Napoli. L’artista si è presentato a bordo campo per assistere alla partita, ma a catturare l’attenzione non è stata la sua presenza, bensì il modo in cui è arrivato: circondato da un gruppo di dieci ragazze, tutte vestite in modo identico, che lo seguivano a ruota. In pochi minuti le immagini hanno fatto il giro del web, scatenando una tempesta di commenti tra i fan della trap. Se da un lato l’episodio ha raccolto centinaia di migliaia di interazioni sui social, dall’altro ha sollevato una dura riflessione da parte del mondo scientifico ed educativo. In particolare, ad intervenire sulla vicenda è stato Alberto Pellai, noto medico, psicoterapeuta e ricercatore universitario. Pellai è una figura molto stimata e conosciuta a Cinisello Balsamo, dove di recente è stato uno dei relatori di punta a Edufest, il grande Festival dell’Educazione ospitato nella splendida cornice di Villa Ghirlanda Silva. Proprio partendo dalla sua esperienza con i giovani e le famiglie, lo specialista ha espresso una forte preoccupazione per il messaggio trasmesso ai più giovani attraverso questa provocazione. “La scena celebrata da moltissimi media e diventata virale è un concentrato di stereotipi di genere che dovrebbe far riflettere tutti, adulti e giovanissimi”, ha commentato Pellai, mettendo in luce un forte paradosso della società attuale.
Secondo lo psicoterapeuta, infatti, mentre le scuole e le famiglie investono energie e progetti per educare i ragazzi alla parità e alla rimozione dei cliché, la cultura di massa continua a viaggiare in direzione opposta. A far discutere è la dinamica stessa della scena: “Un uomo con dieci ragazze, lui davanti a loro, dietro. Tutte vestite uguali, praticamente in divisa. Di lui sappiamo tutto, di loro non sappiamo nemmeno il nome”, ha sottolineato Pellai. Il dibattito ha riacceso i riflettori su un tema mai del tutto risolto in Italia: la rappresentazione del corpo femminile nei media, che Pellai paragona a quella già denunciata nel 2009 dal celebre documentario “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo. A distanza di quasi vent’anni da quella denuncia sul ruolo puramente decorativo delle donne nella televisione, il mondo della musica e dei social sembra riproporre gli stessi identici schemi. Resta da capire se quella di Sfera Ebbasta sia stata solo una provocazione pubblicitaria legata a qualche imminente lancio discografico o se sia il segno di una cultura “mainstream” che fa fatica a rinnovarsi, lasciando ai ragazzi del Nord Milano, e non solo, un modello relazionale ancora fortemente sbilanciato.






