Tadej Pogačar sta dominando il Tour de France 2026, ma lungo le strade della Grande Boucle il clima attorno alla maglia gialla si è fatto improvvisamente gelido. Il campione sorridente, abituato a regalare borracce ai bambini, deve ora fare i conti con i fischi e i cenni di disappunto del pubblico francese. Lo sloveno della UAE Team Emirates ha smesso di distribuire “briciole” agli avversari, tranne oggi che ha concesso qualcosa al britannico Pidcock, ma è stata pura strategia in vista del week spezza gambe che aspetta i corridori, manifestando una fame insaziabile che evoca il cannibalismo agonistico di Eddy Merckx. Questa spietatezza ha rotto l’idillio con i tifosi transalpini, che hanno già trovato un nuovo idolo da coccolare nel diciannovenne Paul Seixas. Oltre ai francesi, che vanno forse capiti, c’è un gruppo di appassionati convinti che lo strapotere dello sloveno sia eccessivo e nasconda metodi borderline, pratiche occulte al limite della punibilità, In assenza di prove si suggerisce il silenzio, anziché il sospetto.
I precedenti storici: dai fischi a Bartali alle salite di oggi
L’ostilità del pubblico francese verso i dominatori stranieri non è una novità. La storia del ciclismo ricorda bene la contestazione subita da Gino Bartali al Tour del 1950, quando il campione toscano fu aggredito e insultato sul Col d’Aspin da tifosi sciovinisti, spingendo l’intera squadra italiana a ritirarsi in segno di protesta. Sebbene le motivazioni geopolitiche dell’epoca fossero diverse, il meccanismo psicologico del pubblico è lo stesso: il rifiuto del tiranno sportivo che toglie pathos alla corsa. Come ha dichiarato l’esperto direttore sportivo Beppe Martinelli, “il pubblico del Tour ha il palato fino, non ama i cannibali”.
Il weekend decisivo sui Vosgi e sul Plateau de Solaison
Per rispondere ai fischi e blindare definitivamente il primato, Pogačar dovrà affrontare un fine settimana ad altissima tensione altimetrica. Sabato 18 luglio (Tappa 14): il gruppo affronterà le insidie dei Vosgi nella frazione da Mulhouse a Le Markstein Fellering, un terreno nervoso e perfetto per imboscate. Domenica 19 luglio (Tappa 15): sarà il giorno del giudizio prima del secondo giorno di riposo. La frazione da Champagnole si concluderà sul durissimo Plateau de Solaison, un arrivo in salita di 11,3 chilometri al 9,1% di pendenza media, ideale per i distacchi pesanti.
Angelo De Lorenzi





