Non basta dire che il settore del gioco in Italia è sempre più importante, strategico, centrale. Servono i numeri: 25 miliardi di euro di raccolta complessiva nel 2004 che sono diventati 157 miliardi lo scorso anno, per una crescita del 515%. Ma non solo: l’aumento annuo è stato superiore di 10 miliardi, con stime di crescita che promettono di arrivare ai 200 miliardi di raccolta complessiva entro il 2028.
Sono questi i numeri del gambling italiano, un comparto in crescita costante, strutturale. Eppure incredibilmente diverso al suo interno. Sì, perché nel cuore del segmento del gioco pubblico e legale il filone terrestre continua a rivestire un ruolo importante, nonostante le profonde trasformazioni in atto e dei ricavi non più all’altezza del passato. Proprio sul segmento fisico si concentra una delle principali questioni aperte del settore: il riordino normativo. Come sottolineato dal Sindacato Totoricevitori Sportivi, il 2025 avrebbe dovuto segnare il completamento della riforma complessiva dei giochi pubblici, ma il percorso si è finora concluso solo per l’online. Il 2026 viene quindi indicato come l’anno decisivo per la riforma del gioco terrestre, un passaggio atteso da operatori e istituzioni per dare stabilità a un comparto ancora regolato da norme frammentate. La posizione degli operatori del territorio è chiara: al centro della nuova rete distributiva dovrebbero esserci tabaccherie e ricevitorie, considerate presìdi di legalità e punti di riferimento per il gioco regolamentato. Un orientamento che, secondo STS, trova convergenza anche tra concessionari e rappresentanti istituzionali, come emerso durante l’Assemblea Nazionale di fine novembre. Il 2024, intanto, ha portato risultati concreti per il settore terrestre: dalla risoluzione dei problemi di approvvigionamento dei materiali Sisal all’aumento della sicurezza nelle operazioni di ricarica dei conti online, fino al supporto quotidiano agli esercenti. Traguardi che si inseriscono in un percorso sindacale lungo trent’anni, ma che non cancellano le incertezze legate al futuro assetto normativo.
Allo stesso tempo, però, c’è un altro filone, sempre più importante, sempre più centrale: il gioco online, che ha consolidato il proprio peso all’interno del mercato italiano. La riforma già approvata per il digitale ha contribuito a rendere l’offerta più strutturata e attrattiva, intercettando una domanda in crescita e nuovi profili di utenza. Molti giocatori, infatti, si sono progressivamente spostati verso il digitale, attratti dalla comodità, dalla varietà dell’offerta e dall’integrazione con strumenti di pagamento sempre più sicuri. In questo processo di migrazione e di trasformazione a giocare un ruolo di primo piano c’è il successo delle slot bar online, che hanno rappresentato per anni un punto di contatto tra gioco fisico, online e abitudini quotidiane. La loro diffusione in palinsesti di slot gratuiti per gli utenti ha contribuito a normalizzare l’esperienza di gioco, favorendo una maggiore familiarità con i prodotti e, nel tempo, accompagnando una parte dell’utenza verso le piattaforme online.
E’ così che il mercato italiano, oggi, si trova in una fase di equilibrio dinamico tra terrestre e digitale. Ed è chiamato a crescere ancora e soprattutto a trovare regole chiare e coerenti per garantire sostenibilità, legalità e tutela dei giocatori.




