È morta Brigitte Bardot. L’attrice e attivista francese, simbolo assoluto del cinema europeo del secondo Novecento, si è spenta all’età di 91 anni dopo due ricoveri ravvicinati.
Per decenni la Bardot è stata molto più di una star: è stata un fenomeno culturale, un corpo politico, un’immagine capace di ridefinire il rapporto tra donna, desiderio e libertà nell’Europa del dopoguerra. Negli anni Cinquanta e Sessanta il suo volto e il suo corpo hanno incarnato una rottura netta con la morale precedente, trasformandola in un’icona globale, spesso discussa, mai neutrale.
Il presidente francese Emmanuel Macron l’ha ricordata come “l’incarnazione di una vita di libertà”, sottolineando come la Francia pianga “una leggenda del secolo”. Un riconoscimento istituzionale che fotografa la centralità di Brigitte Bardot nell’immaginario nazionale, al punto che il suo profilo comparve anche su alcune monete del franco francese, caso rarissimo per un’attrice ancora in vita.
Anche in Italia il mito Brigitte Bardot è stato più volte celebrato come patrimonio culturale. Nel settembre del 2014, in occasione dei suoi ottant’anni, il MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano, della Fondazione Cineteca Italiana, le dedicò la rassegna “Buon compleanno Brigitte Bardot”: sei film pensati come una vera e propria mappa per attraversare il suo cinema e comprendere la costruzione del personaggio “BB”. In programma titoli fondamentali come E Dio creò la donna di Roger Vadim, Il disprezzo e Il maschio e la femmina di Jean-Luc Godard, La verità di Henri-Georges Clouzot e Vita privata di Louis Malle. Un omaggio che riconosceva Bardot non solo come icona sexy del Novecento – spesso accostata a Marilyn Monroe come risposta europea – ma come figura centrale del cinema d’autore.
Negli ultimi anni le sue condizioni di salute avevano alimentato voci incontrollate, fino alla diffusione di una fake news sulla sua morte, che lei stessa smentì con durezza: “Sto bene, non so chi sia stato l’imbecille che ha lanciato questa notizia falsa”, dichiarò allora. Un episodio che anticipava, in modo quasi simbolico, il rapporto ambiguo tra Brigitte Bardot e l’opinione pubblica: inseguita, idolatrata, spesso fraintesa.
Ritiratasi dal cinema a soli 39 anni, Brigitte Bardot aveva scelto di dedicare il resto della vita alla difesa degli animali, fondando una delle organizzazioni animaliste più influenti d’Europa. Una seconda esistenza pubblica, segnata però anche da prese di posizione radicali e controverse, che hanno contribuito a rendere la sua figura divisiva fino alla fine.
Con la sua morte si chiude definitivamente un capitolo del Novecento: quello in cui una donna, senza chiedere permesso, riuscì a incarnare insieme desiderio, scandalo, libertà e contraddizione. Brigitte Bardot non è stata solo un’attrice. È stata un segnale storico. E come tutti i segnali potenti, ha continuato a far rumore anche nel silenzio.
Addio a Brigitte Bardot, l’icona che ha cambiato per sempre il volto del cinema francese (… e non solo)
Aveva 91 anni. Da simbolo erotico globale ad attivista radicale: Macron la saluta come “la leggenda di un secolo”
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