Ha deciso di non presentare ricorso in appello Riccardo Chiarioni, il giovane che nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2024 uccise a coltellate il padre, la madre e il fratellino di 12 anni nella villetta di famiglia. All’epoca era minorenne. Chiarioni sconterà quindi i 20 anni di reclusione decisi dal Tribunale per i minorenni di Milano lo scorso giugno, la pena più alta prevista per un minore. Il termine per l’appello è scaduto il 4 novembre. Una scelta, quella di rinunciare al secondo grado di giudizio, che ricorda quella recente di Filippo Turetta, condannato per l’omicidio di Giulia Cecchettin.




