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Fra Giro e Tour. Le avventure di Panizza, il Trueba della Valle Olona

Quattro partecipazioni alla Grande Boucle, ai piedi del podio nel 1974, conquistò l’Aubisque e la tappa nel 1976

Caldo asfissiante, salite e zanzare sono da sempre ingredienti del Tour. Ma la corsa è corsa, si sa. Meno accettabile, per i corridori, è un dopo tappa spartano e complicato come quello previsto dagli organizzatori francesi fino a pochi decenni fa.
Per il riposo notturno, infatti, venivano preparate tante brandine messe una accanto all’altra in grandi saloni di palestre, caserme e scuole. E il menu delle cene era uguale per tutti, altro che ristoranti, supervan e cuochi personali! Nemmeno a Bernard Hinault era concesso derogare: una volta chiese di poter dormire in albergo, ma Felix Levitan, il direttore del Tour, si oppose. O lo stanzone o a casa! Furono queste difficoltà, oltre al fatto che non avevamo corridori da maglia gialla, a convincere gli italiani a snobbare il Tour per un lungo periodo. Pietro Scibilia, il patron della Gis (squadrone italiano degli anni ’80), disse un giorno, deciso: “Per me il Giro di Puglia è più importante del Giro di Francia”.

Panizza primo sull’Aubisque nel 1976

Per troppi anni le imprese azzurre alla Grand Boucle sono state perciò piuttosto rare. E alcune di queste hanno la firma di Miro Panizza, lo scalatorino della Valle Olona amato dai transalpini per le sue scorribande che ricordavano quelle della pulce dei Pirenei Vicente Trueba, eroe degli anni ’30. Panizza, che conserva i record di Giri d’Italia conclusi (16) su 18 partecipazioni, si presentò al via di quattro Tour. Nel ’74 in maglia Brooklyn arrivò a Parigi ai piedi del podio, in quarta posizione. Nel ’76 in maglia Scic conquistò la cima dell’Aubisque, montagna-culto dei percorsi pirenaici insieme a Tourmalet e Aspin.
Incurante di una tormenta di neve, si scatenò prima in salita e poi in discesa, aggiudicandosi la tappa con 2’16” di vantaggio su Enrico Paolini.

Trueba
ll Col d’Aubisque percorso dai corridori nel 2022 nella tappa Lourdes / Hautacam (143,2km). Crediti fotografici: A.S.O./Charly Lopez

Trueba, la pulce dei Pirenei

L’Aubisque, inserito per la prima volta in una tappa nel 1910, era stato il teatro dell’epica sfida tra Bartali, Robic e Bobet nel 1948 e aveva celebrato le imprese di Ottavio Bottecchia, Vicente Trueba, Fausto Coppi, Federico Bahamontes, Charly Gaul ed Eddy Merckx, tutti grandissimi corridori che prima di Panizza erano transitati in testa alla corsa sul prestigioso valico. Uomo pratico, dalle umili origini contadine, Miro più che alla storia badava però all’argent e con l’impresa pirenaica era sicuro di essere invitato alle ambite e remunerative kermesses post Tour, i circuiti che richiamavano migliaia di tifosi pronti a pagare un biglietto che garantiva l’ingaggio dei campioni.
Paolo Costa 

 

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