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Nord Milano, i rischi per l’industria e il settore manifatturiero

Come va l’economia nel Nord Milano alla luce dei nuovi scenari che si stanno profilando all’orizzonte, a partire dalle politiche internazionali, dai dazi trumpiani che rischiano di colpire le industrie europee? I Rischi per l’industria e il settore manifatturiero nel Nord Milano non mancano. Il peso del settore nel Nord Milano è decisamente superiore al 24% (22 la media Lombarda, 20 quella nazionale) e se a questo valore si aggiungono tutti i beni e servizi collegati, qualche preoccupazione nel sistema economico locale lo desta. “Nello specifico il settore dell’auto, la transizione energetica e gli elevati prezzi dell’energia (sempre quasi il doppio dei vicini Germania e francia) – ci dice il presidente Rossoni di CONFARTIGINATO Nordmilano – sono gli ambiti più preoccupanti del nostro settore”.

Se a questi fattori si aggiungono il settore delle costruzioni, ancora attivo sulle code del passato 110, ma povero di nuove commesse stante anche il blocco di Milano città a seguito delle inchieste della magistratura, le barriere tariffarie e il nuovo ordine politico internazionale che si profila, i problemi certamente non mancano.
Tuttavia, nonostante la frenata dell’economia degli ultimi 2 anni, “la situazione dell’impiego ha raggiunto sostanzialmente il pieno – ci dice Francesco Cacopardi, direttore di Istituto Gatti – in parte grazie agli aumenti dell’occupazione, ma soprattutto a causa della mancanza ormai strutturale di giovani. Questo può essere un limite al potenziale di crescita nei prossimi anni”.  Lasciano segni di recupero le politiche europee per la difesa che sapranno in parte assorbire nel settore metalmeccanico le eventuali riduzioni dell’export USA, ma soprattutto del settore automotive il cui mercato è drasticamente crollato nei primi mesi del 2025.

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