Il Comune digitale? “È già una realtà a Cologno Monzese?” L’uso consapevole dei device digitali? “Ciascuno faccia la propria parte!” Queste sono le risposte di Stefano Zanelli, sindaco di Cologno Monzese, che in qualche modo introducono la quinta edizione dei Dialoghi di NordMilano24, l’evento in programma venerdì 17 gennaio dedicato all’Intelligenza Artificiale, argomento che affronteremo con una particolare attenzione alle evidenze e ai bisogni del nostro territorio.
Secondo la sua esperienza, quanto l’Intelligenza Artificiale può rappresentare un’insidia e quanto, invece, una sfida e un’opportunità?
L’intelligenza artificiale, al pari di tante altre tecnologie sviluppate negli ultimi decenni, rappresenta uno strumento e come tutti gli strumenti può essere utile o nocivo a seconda dell’uso che se ne fa. Prima di fare il Sindaco sono stato per tanti anni giornalista e mi sono occupato di comunicazione e posso dire che le opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale sono notevoli, soprattutto in termini di capacità di calcolo e di velocità di esecuzione. Operazioni che un tempo avrebbero richiesto un grande sforzo possono essere compiute in pochi minuti. La vera insidia, tuttavia, credo che stia nella mancanza di uno “spirito critico” nell’utilizzo di questo strumento che è in grado di elaborare molti dati, ma non di verificarne autonomamente la validità.
Pensa che il tessuto territoriale di Cologno sia alle imprese che intendano svilupparsi nel comparto dell’intelligenza artificiale?
Se penso al polo radio-televisivo esistente a Cologno Monzese, devo riconoscere che il nostro territorio ha sempre visto la presenza di imprese e aziende innovative nei rispettivi settori. Anche in questo campo penso sia possibile che la nostra città possa essere protagonista.
L’uso delle moderne tecnologie rappresenta una sfida e per certi versi anche un pericolo. Quale pensa sia il ruolo, il compito, della pubblica amministrazione per favorire un uso più consapevole dei device digitali, specie fra le giovani generazioni, a rischio di abuso?
Il compito della pubblica amministrazione deve essere regolatorio per quanto riguarda i limiti all’utilizzo da parte di alcune fasce della popolazione e per quanto riguarda la tutela della privacy e dei dati personali. Attraverso la scuola invece andrebbe fatta formazione ai giovani sull’uso consapevole di tali strumenti, affiancando altresì le famiglie. Quello dell’uso consapevole dei device digitali è un compito che ci deve vedere agire tutti nella stessa direzione, ognuno per la propria parte.
Come amministrazione avete intrapreso delle iniziative specifiche in tal senso o avete intenzione di promuoverne in futuro? Collaborazioni con scuole, enti di formazione, associazioni?
Stiamo ragionando di finanziare tramite il pacchetto “crescendo in comune” nell’ambito del Piano diritto allo studio, dei percorsi formativi che autonomamente le scuole cittadine possono organizzare e avviare. Inoltre, attraverso alcune associazioni che trattano tematiche che si intrecciano con la problematica dell’abuso social, pensiamo al tema della violenza di genere o al bullismo, organizzeremo eventi e iniziative specifiche per trattare il tema dell’IA e le possibili implicazioni.
Quali sono i passi effettuati dall’amministrazione verso il “Comune digitale”? Qual è lo stato dell’arte e che cosa avete intenzione di fare nel prossimo futuro?
La gestione dei processi comunali è ormai quasi completamente digitalizzata; il Comune di Cologno è riuscito ad intercettare poco meno di 1 milione di euro dei fondi PNRR finalizzati a interventi specifici sulla digitalizzazione e ciò ha consentito di rifare il sito, di passare completamente tutti gli incassi a PAGOPA, di avviare le notifiche digitali, di pubblicare i nostri servizi sulla APP IO e di trasferire i nostri sistemi gestionali sul cloud. Siamo uno dei pochi comuni rimasti con un Ufficio Sistemi Informativi gestito con personale dipendente e questo credo possa essere un valore aggiunto nell’approccio con grosse realtà aziendali che si occupano di informatica e che ogni giorno propongono soluzioni differenti non sempre rispondenti alle reali necessità dell’ente.
Nel prossimo futuro dobbiamo investire in sicurezza informatica e lo faremo con convinzione perché è un tema strategico per il buon funzionamento dell’intera nostra infrastruttura.
Nell’introdurre novità tecnologiche nei flussi amministrativi non c’è il rischio di accentuare il gap fra le generazioni, ossia tra i giovani già avvezzi all’uso di strumenti tecnologici e la popolazione più anziana?
Il rischio esiste ed infatti come amministrazione abbiamo avviato in collaborazione con AFOL e con fondi PNRR di Regione Lombardia il servizio denominato “Punto Città Digitale”: è un servizio di facilitazione digitale riservato principalmente alla popolazione meno smart proprio con lo scopo di aiutarla nel primo approccio con gli strumenti digitali della PA e renderla autonoma per gli usi successivi. Abbiamo fatto anche un primo evento con la consulta giovani proprio perché anche attraverso i giovani è possibile istruire in famiglia i meno avvezzi. Comunque non si può tornare indietro è una questione di approccio: così come i meno giovani hanno imparato ad usare i social, nello stesso modo potranno imparare ad utilizzare gli strumenti digitali della PA, affiancati dall’aiuto di cui avranno bisogno. La cittadinanza digitale è ormai un diritto riconosciuto ed è anche un dovere per ogni cittadino esercitarla consapevolmente.
Testo raccolto da Angelo De Lorenzi





