Nella serata di lunedì 14 ottobre in consiglio comunale a Cinisello Balsamo, durante la discussione in aula relativa alla “Convenzione tra i Comuni per la gestione del centro antiviolenza VE.Nu.S.” c’è stata una forte polemica tra le opposizioni e il presidente del consiglio comunale Antonio Di Lauro. Non nel merito dell’argomento trattato, ma sul modo di gestire la discussione in aula da parte del forzista. Il Pd aveva diffuso un comunicato congiunto con la lista civica “Cittadini Protagonisti Insieme”. «Si è toccato il punto più basso della democrazia e il punto più alto, finora, della prevaricazione: il presidente del consiglio comunale Antonio Di Lauro, di Forza Italia, ha impedito alle consigliere e ai consiglieri della minoranza il diritto alla discussione in aula sulla “Convenzione tra i Comuni per la gestione del centro antiviolenza VE.Nu.S.”». Diversa la ricostruzione dei fatti, e le considerazioni, da parte di Di Lauro: “La cronologia degli eventi enunciati nel consiglio comunale del 14/10/2024 – è la premessa del presidente del consiglio comunale – si possono acquisire dal video e dall’audio del verbale che testualmente riporta la trascrizione”.
“Con fermezza -aggiunge Di Lauro – dichiaro che non siamo nuovi a comportamenti di questo tipo da parte della minoranza, aggressività in aula che si trasformano in comunicati di vittimismo che non fanno altro che alterare la realtà e prendere in giro la cittadinanza; l’hanno fatto in passato quando governavano e continuano a farlo oggi all’opposizione”.
“Di quanto accaduto – prosegue, entrando nei dettagli della vicenda il presidente del consiglio – inizio col dichiarare che il comunicato dei capigruppo di minoranza non eccepisce tutti i dettagli; in primo luogo, il capogruppo Tarantola definisce la mozione non pertinente al territorio, forse non sa o non vuole sapere, oppure gli dà fastidio, accettare che il Sindaco di Milano è anche Sindaco della città Metropolitana di Milano, come da legge 7 aprile 2014 n. 56, legge Delrio -Pd – un vero disastro di Legge parlamentare. Comunque, prima di iniziare i lavori in aula per la discussione degli ODG a programma, ho proposto in prima battuta al vicepresidente Morabito di invertire l’ordine con discussione degli atti di governo e poi in conclusione la mozione, non ha risposto e le ho proposto: vuoi che ne parli con il capogruppo Tarantola? Affermativa la sua risposta. Il capogruppo Pd ha dichiarato, dopo la mia proposta di inversione, di voler seguire l’Odg calendarizzato senza modifica. Il primo campanello d’allarme, trattare un argomento complesso in poco tempo è difficile, cosa avranno in mente? Abbiamo iniziato seguendo la stesura dell’Odg di convocazione affrontando la discussione sulla mozione di Forza Italia proposta, che era in merito alla dichiarazione del Sindaco Sala sulla volontà di applicare il ticket, nella così detta area “C”, anche durante i fine settimana e le giornate festive.
Al termine di questo punto abbiamo aperto il successivo argomento: convenzione con i comuni limitrofi sulla gestione del centro antiviolenza. Dopo l’esposizione dell’Assessore, la minoranza ha chiesto una sospensiva di 10 minuti, dichiarazione a verbale, accordatale come da regolamento. La sospensiva del consiglio avveniva alle ore 23:16, i lavori riprendevano alle ore 23:33. Prima di riprendere i lavori, trascorso il tempo richiesto, ma assicuro abbondantemente oltre, ho disturbato i colleghi di minoranza chiedendo di terminare nel breve per riprendere i lavori. Il capogruppo, al quale mi sono rivolto, mi aveva tranquillizzato dicendo che avevano terminato. Dopo qualche minuto, non vedendoli arrivare, ho sollecitato nuovamente il rientro in aula dichiarando che avrei atteso ancora un minuto. Dopo oltre 2 minuti e mezzo di attesa, ho suonato la campana per la ripresa dei lavori invitando tutti i consiglieri a riprendere i loro posti. Nel frattempo mi sono recato nella sala dove erano riuniti i colleghi di minoranza per avvertirli dell’inizio lavori in aula. In quel frangente è rientrato il capogruppo Pregnolato e per altre tre volte ho chiamato i consiglieri al rientro in aula”.
“Con grande flemma – prosegue Di Lauro – si sono intravisti i primi colleghi di minoranza; nel frattempo chiedevo, visto che eravamo in discussione generale, se ci fossero interventi. Trascorsi circa 2-3 minuti, nessuno ha richiesto la parola, compreso il capogruppo Pregnolato che era in aula. Non avendo interventi, neanche con richiesta fuori microfono o tablet, opzione non prevista dal regolamento, ma era un modo per permettere a tutti l’arrivo al proprio posto per riprendere i lavori, non ottenendo nessun risultato, nel totale silenzio ho provveduto a chiudere la discussione generale come da regolamento, avviando la fase delle dichiarazioni di voto dei gruppi. Prima riflessione, nel comunicato dichiarano che non volessero fare ostruzionismo, i fatti accaduti dicono altro. Ho dato loro la parola per la dichiarazione di voto, ma invece di effettuare la dichiarazione, pretendevano di voler riaprire la discussione generale, cosa che il regolamento non prevede. Ho interrotto la comunicazione del consigliere, perché non conforme alle procedure dettate del regolamento. I consiglieri di minoranza hanno iniziato a parlare fuori microfono, qualcuno ha iniziato ad urlare ed inveire tanto da richiamare verbalmente la vicepresidente Morabito per comportamento non consono all’aula e al luogo. La stessa ha continuato apostrofandomi di doverla espellere dall’aula, con termini “:.. buttami fuori, dai, buttami fuori..”.
“Ricordo – aggiunge Di Lauro – che la delibera in merito è una convenzione tra i Comuni dove noi siamo capofila ed eravamo l’ultimo Comune a dover pronunciarsi sulla delibera in discussione, alla quale tutti i Comuni avevano già deliberato nel rispettivo consiglio comunale con voto unanime in tutti. Ciò voleva dire che qualunque variazione si volesse apportare al documento, lo stesso doveva essere ratificato anche negli altri consigli comunali. Aggiungo che durante la commissione propedeutica alla discussione in aula, la durata della stessa è stata di 15 minuti con voto di astensione da parte del PD, che poi può sicuramente essere modificato in aula in quanto in commissione si esprime un parere, ma perché le eventuali richieste di contribuire a migliorare la delibera, dichiarazione fatta sul comunicato, non sono state anticipate in commissione? Anche qui qualche dubbio sulle dichiarazioni fatte mi lascia qualche sospetto.
“Infine – conclude il presidente del consiglio comunale – , il titolo del comunicato è veramente inappropriato, un’aula istituzionale non può essere apostrofata con “LUTTO”, è mancanza di rispetto e non riconoscere il luogo. Non “abbavaglio” nessuno, il regolamento del consiglio detta tempi e modi per dare il proprio contributo e, come già fatto per la modifica dell’articolo 5, 9, 22 e 23, sono disponibile a suggerimenti per migliorare altri articoli, affinché il “nostro” modo di lavorare possa essere sempre migliore e contribuire in piena efficacia e libertà a dare risposte ai cittadini.
Oggi abbiamo un nuovo sistema audio, che in automatico chiude il microfono quando il tempo dettato dal regolamento scade. Il presidente con i suoi limiti ed il contributo di tutti i consiglieri e soprattutto dei vicepresidenti e quello di minoranza particolarmente importante come figura (anche se qualche dubbio mi resta sulla piena consapevolezza del termine e del lavoro da svolgere che fino ad oggi ha compiuto nel suo mandato), si avvalgono di un regolamento che detta le funzioni e il funzionamento dello stesso di cui loro stessi si sono dotati. Ognuno risponde di sé ed io mi preoccupo in primo luogo di rispettare leggi e regolamenti che organizzano il consiglio comunale, affinché la mia azione possa, nel rispetto del ruolo, contribuire a far sì che il lavoro dell’aula e il mio sia, in primis, al servizio di tutti i consiglieri comunali e poi della comunità di Cinisello Balsamo”.





