Mer. 22 Mag. 2024
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Interventi antisismici: quando ricorrere ai retrofit?

L’adeguamento antisismico, anche detto retrofit antisismico, comprende una serie di interventi che possono essere effettuati su una struttura edilizia già realizzata, lavori finalizzati a risolvere le criticità e migliorare la resistenza agli eventi sismici di una costruzione esistente. Questo approccio consente di riqualificare il patrimonio immobiliare, tutelando gli edifici e i capannoni industriali dai potenziali danni che potrebbe causare un terremoto nella zona.

Si tratta di interventi particolarmente importanti in un paese come l’Italia, un territorio interessato da un’attività sismica significativa. Per agevolare l’individuazione delle aree di maggior pericolo nel 2003 sono state introdotte le 4 zone di rischio sismico.

Quella con la maggiore probabilità che si verifichi un terremoto di forte intensità è la zona 1, che comprende diverse aree geografiche del Veneto, Abruzzo, Molise, Campania, Sicilia, Umbria e Friuli Venezia Giulia, ma esistono rischi da non sottovalutare anche nelle zone 2 e 3, ovvero nella maggior parte del territorio nazionale.

Nel dettaglio, le strutture costruite prima dell’entrata in vigore delle Norme Tecniche di Costruzione del 2008 (NTC 2008) presentano gravi carenze tecniche, lacune che in caso di evento sismico possono portare a collassi critici e veloci degli elementi edilizi. Attraverso il retrofit antisismico è possibile valutare il rischio esistente, identificare le problematiche e definire una strategia d’intervento mirata per il miglioramento sismico, per raggiungere le soglie di sicurezza minime previste dalla legge in base alla zona sismica in cui si trova la struttura.

L’importanza dell’adeguamento antisismico nelle aziende

L’adeguamento antisismico è di fondamentale importanza per le aziende, specialmente quelle con sedi e stabilimenti produttivi situati nelle zone di rischio 1, 2 e 3.

Questi interventi sono essenziali non solo per proteggere l’incolumità di dipendenti e collaboratori, ma anche per preservare il patrimonio immobiliare aziendale e il business, garantendo la continuità delle operazioni e tutelando attrezzature e macchinari spesso molto costosi e difficili da ripristinare o sostituire.

Si tratta di un’attività che richiede competenze specifiche di cui ci occupano realtà come Seriana Edilizia, azienda altamente specializzata in interventi di retrofit antisismico per l’adeguamento delle strutture industriali in calcestruzzo realizzate prima del 2008. Oltre a un elevato know how nel settore e un team di professionisti esperti, Seriana Edilizia dispone di un network dedicato all’antisismica industriale che consente di garantire alti standard qualitativi, tempi rapidi d’intervento e una presenza capillare su tutto il territorio nazionale.

Il retrofit antisismico è necessario in tutte le strutture edilizie industriali costruite prima del 2008, poiché come abbiamo visto non sono adeguate alle attuali norme tecniche di costruzione. L’adeguamento antisismico è inoltre obbligatorio per gli edifici ritenuti strategici o che ricoprono una funzione di pubblica utilità. L’obbligatorietà subentra anche in caso di alterazioni della struttura originaria, ad esempio interventi che modificano la destinazione d’uso di una costruzione o lavori che comportano variazioni di carico sui piani o le fondamenta.

Lo stesso vale per gli interventi che sopraelevano una costruzione, ad esempio con l’aggiunta di un piano, oppure per tutti quei lavori che incidono sul comportamento strutturale del manufatto edificio.

Bisogna inoltre tenere conto degli obblighi dei datori di lavoro in merito alla sicurezza dei dipendenti, come previsto dal D.Lgs. 81/2008. Nel Testo Unico, infatti, viene espressamente indicata la necessità di valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza a cui sono esposti i lavoratori, compreso il rischio sismico nei luoghi di lavoro e l’adozione di misure idonee per la sua prevenzione.

Come funziona il retrofit antisismico in aziende e industrie

Il retrofit antisismico nelle aziende prevede una serie di step. Innanzitutto, viene sempre realizzata un’analisi del rischio sismico, una procedura essenziale e obbligatoria per le imprese, un documento che deve essere inserito nel DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) come previsto dal Testo Unico sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. L’analisi del rischio sismico permette di individuare le vulnerabilità di una struttura, ossia quando la sua capacità di resistenza a un sisma è inferiore ai parametri definiti dalla legge.

Il retrofit antisismico comprende anche attività di progettazione e engineering, ovvero lo sviluppo di soluzioni ingegneristiche per la realizzazione di dispositivi antisismici specifici per gli interventi da realizzare sulla struttura edilizia.

Il mondo dell’antisismica, infatti, richiede soluzioni altamente personalizzate adatte alle caratteristiche diverse di ogni elemento costruttivo. In questo modo è possibile adeguare i capannoni prefabbricati in calcestruzzo in maniera ottimale, intervenendo con precisione su qualsiasi tipologia di struttura.

Infine, dopo l’analisi del rischio antisismico e la progettazione dei dispositivi adatti, è possibile procedere con gli interventi di miglioramento antisismico. In questo caso è fondamentale che i lavori non compromettano l’attività produttiva, bypassando gli impianti esistenti per garantire la continuità dell’attività aziendale e minimizzare i disagi.

Si tratta di interventi personalizzati per ogni struttura edilizia industriale, che possono prevedere opere di upgrade, connessioni sulle travi primarie e gli elementi secondari, sistemi anti-martellamento e molte altre tipologie di intervento per mettere in sicurezza il fabbricato industriale.

 

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