Dopo 35 anni è tornato il Puy de Dôme, un vulcano spento nel cuore della Francia, che i turisti possono raggiungere con la cremagliera. Ieri i corridori hanno percorso gli ultimi 4 chilometri senza spettatori terminando la salita in solitudine, senza folla, senza applausi e incitamenti. Ha vinto un canadese Michael Woods, che dopo aver fatto bene i suoi calcoli e aver centellinato gli sforzi, ha raggiunto il commovente Jorgenson a 500 metri dal traguardo. Woods è un buon corridore, che ha vinto due tappe alla Vuelta e vanta quattordi successi in carriera. La vittoria di ieri, a 36 anni, dà un senso alla sua carriera. Il Puy de Dôme è una salita iconica del Tour. Qui ha vinto Fausto Coppi (1952), trionfato Felice Gimondi (1967) i tornanti arcigni di questa salita sono stati il teatro della sfida fra Poulidor e Anquetil (1964), ma la vittoria andò Julio Jimenez davanti al connazionale Bahamontes.
Fuga di giornata, ma senza Ciccone
La tappa di ieri viveva dell’attesa per la sfida fra Pogacar e Vingegaard. Andata via la fuga di giornata che ha accumulato un vantaggio mostruoso, le squadre dei leader hanno pilotato il gruppo fin sotto l’ultima salita. Poi gara ad eliminazione. Davanti il gruppo dei coraggiosi di giornata era formato da 14 corridori: Matteo Jorgenson e Gorka Izagirre (Movistar Team), Matej Mohoric (Bahrain-Victorious), Clément Berthet (AG2R Citroën Team), Michael Woods e Guillaume Boivin (Israel – Premier Tech), Victor Campenaerts (Lotto Dstny), David de la Cruz e Alexey Lutsenko (Astana Qazaqstan Team), Jonas Abrahamsen e Jonas Gregaard (Uno-X Pro Cycling Team), Mathieu Burgaudeau e Pierre LaTour (TotalEnergies).
La fuga ha guadagnato un distacco massimo di 16 secondi. Il gruppetto va d’amore d’accordo sino ai 50 chilometri, poi attacchi e contrattacchi sfaldano l’armonia. Se ne va Matteo Jorgenson, inseguito da un quartetto formato da Neilson Powless, David De La Cruz, Mathieu Burgaudeau e Matej Mohoric ad inseguire, mentre Michael Woods sembra non cogliere l’attimo fuggente. Il canadese rimedia nel finale, prende le misure, accellera e plana come un avvoltoio sul povero Jorgenson. Ai 500 metri lo supera senza pietà e arriva al traguardo solitario. Dietro la Jumbo Visma scandiva un passo impegnativo sino ai piedi della salita. Rimanevano i migliori. Vingegaard in controllo, Pogacar imprevedibile. Lo sloveno decide di rompere gli indugi a 1,4 km dal traguardo. Tadej scatta deciso, Re Pescatore pedala regolare per cercare di non affondare. Pogacar rosicchia altri 8 secondi in classifica generale. Nota amara per Giulio Ciccone che perde l’occasione di entrare nella fuga di giornata e finisce per correre una tappa anonima. Hindley si difende e non affonda, più dietro i gemelli Yates. Si rivede Pidcock.
Siamo a metà Tour e sono già state molte le emozioni, ma il bello deve ancora arrivare. Oggi riposo, domani tappa ondulata verso Issoire, venerdì si fa sul serio con l’ascesa del Grand Colombier – sul massiccio del Jura.
Angelo De Lorenzi
Ordine d’arrivo
1 WOODS Michael Israel – Premier Tech 4:19:41
2 LATOUR Pierre TotalEnergies 0:28
3 MOHORIČ Matej Bahrain – Victorious 0:35
4 JORGENSON Matteo Movistar Team 0:36
5 BERTHET Clément AG2R Citroën Team 0:55
6 POWLESS Neilson EF Education-EasyPost 1:23
7 LUTSENKO Alexey Astana Qazaqstan Team 1:39
8 GREGAARD Jonas Uno-X Pro Cycling Team 1:58
9 BURGAUDEAU Mathieu TotalEnergies 2:16
10 DE LA CRUZ David Astana Qazaqstan Team 2:34
Classifica generale
1 VINGEGAARD Jonas Jumbo-Visma 38:37:46
2 POGAČAR Tadej UAE Team Emirates 0:17
3 HINDLEY Jai BORA – hansgrohe 2:40
4 RODRÍGUEZ Carlos INEOS Grenadiers 4:22
5 YATES Adam UAE Team Emirates 4:39
6 YATES Simon Team Jayco AlUla 4:44
7 PIDCOCK Thomas INEOS Grenadiers 5:26
8 GAUDU David Groupama – FDJ 6:01
9 KUSS Sepp Jumbo-Visma 6:45
10 BARDET Romain Team dsm – firmenich 6:58







