Al Giro 2021 conquistò la sesta tappa, Grotte di Frasassi-Ascoli Piceno, 160 km e arrivo in salita a San Giacomo sopra al capoluogo. Quel giorno andò in fuga e riuscì a resistere al ritorno di Egan Bernal, secondo a 12”. Omonimo del grande Bartali , in quella occasione disse: “So già che non sarò mai all’altezza di quello che ha fatto Bartali, ma vincendo al Giro ho coronato un sogno di bambino”. Nella Vuelta, sempre in quell’anno, arrivò quinto nella classifica generale.
Gino Mäder, lo sfortunato corridore elvetico morto ieri nel corso della quinta tappa del Giro di Svizzera dopo essere caduto in un burrone, era un ottimo scalatore e forte anche in pista, argento al Mondiale juniores 2015, specialista nel quartetto dell’inseguimento e nell’Omnium.
In carriera, tra i professionisti, aveva un rendimento costante, spesso ai vertici. Dal 2021 correva per la Bahrain, la squadra di Damiano Caruso. Nelle categorie giovanili aveva dimostrato il suo valore ottenendo due medaglie d’argento rispettivamente agli Europei su pista (2014) e ai Mondiali su pista juniores (2015). Ma più che la memoria della sua carriera oggi affiorano i ricordi di vita, i suoi sorrisi.
Vincenzo Nibali ricorda la vittoria di Mäder al Giro 2021
Tanto cordoglio. Il mondo del ciclismo si stringe attorno ai familiari e agli amici del corridore elvetico. Ex, che hanno smesso da poco, hanno un ricordo indelebile dello sfortunato corridore. Vincenzo Nibali, pubblica su Facebook la foto in bianco e nero che lo ritrae vittorioso proprio al termine della tappa conquistata al Giro 2021: “Ciao Gino, non ho parole per descrivere questo momento, mi piacerebbe ricordarti così“.
“Sei stato un amico, un compagno di squadra e un motivatore mentre ero in difficoltà. Da oggi abbiamo un angelo in più. RIP GINO”, così ha postato su social Sonny Colbrelli, che lo conosceva bene alla Bahrain Victorious.
Anche Mario Cipollini ha un pensiero per lui: “Oggi il ciclismo perde un figlio, un fratello unamico. Mi unisco al cordoglio di tutti coloro che amano questo ragazzo. A volte non riesco a darmi spiegazioni su come uno sport così meraviglioso possa diventare crudele con un ragazzo di 26 anni, ma forse la risposta non esiste. Chissà, forse lassù dove andrai un’altro Gino (Bartali) insieme a tutti gli altri scalatori come te potrà aiutarti ad avere qualche risposta. Voglio pensarvi che vi divertiate a scattare sulle salite infinite del cielo“.
La squadra ha pubblicato un ricordo sul proprio sito: “Gino è stato un atleta straordinario, un esempio di determinazione, un componente prezioso della nostra squadra e di tutta la comunità ciclistica. Il suo talento, dedizione, e la passione per lo sport ha ispirato tutti noi”.
Angelo De Lorenzi
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