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GIRO 2023. A Bergamo vince lo statunitense McNulty

Finisce con un'avvincente volata a tre la frazione interamente lombarda da Seregno a Bergamo. Armirail resta in rosa. Nel finale si sono viste alcune scaramucce fra i big

Lo statunitense dell’Arizona Brandon McNulty conquista la 15esima tappa da Seregno a Bergamo precedendo sul traguardo Ben Healy e Marco Frigo. Il terzetto è stato protagonista di una lunga fuga con altri 14 corridori, dissoltasi però sull’ultima salita della Roncola. Frigo, prima staccato, ha recuperato nei chilometri finali e ha tentato di sorprendere gli avversari con uno scatto deciso, ma l’americano è stato il più bravo in volata. Armirail, oggi attardato rispetto a Roglic e Thomas Geraint, resta comunque leader della generale.

Questa mattina il tempo a Seregno era incerto, poi è arrivata una fastidiosa pioggia prima della partenza. Per fortuna il sole questa volta è spuntato sui corridori dopo qualche chilometro. Il pubblico brianzolo presente alla partenza era numeroso e i corridori sono stati accolti con entusiasmo dalla città. Proprio di Seregno è l’indimenticabile Giacinto Santambrogio (1945-2012), corridore negli anni ’70 e uno dei gregari più fedeli di Felice Gimondi.

Il pubblico alla partenza della tappa da Seregno

La salita della Roncola ha favorito la fuga di giornata

Anche oggi ci si aspettava una fuga da lontano e una certa condotta guardinga da parte dei big. I corridori temono moltissimo le ultime tappe, quelle più impegnative. Scoprirsi troppo presto darebbe troppo vantaggio a Roglic che, dopo il ritiro di Evenepoel, è diventato il favorito dal gruppo. Eppure oggi qualcosa è successo, sicuramente molto di più rispetto ai giorni scorsi. Sulla salita della Roncola, prima di arrivare al traguardo di Bergamo, João Almeida ha acceso la miccia e Roglic ha risposto subito. Perde poco Kämna e qualche secondo Armirail. 

L’avvio della tappa è stato come da copione. La fuga si forma intorno al 35esimo chilometro favorita della salita della Valcava. I primi a evadere sono Ben Healy (EF) e Simone Velasco (Astana), che in un secondo momento sono raggiunti da altri corridori: Alberto Dainese (DSM), Andrea Pasqualon (Bahrain Victorious), François Bidard (Cofidis), Brandon McNulty (UAE), Davide Ballerini (Quick Step), Bauke Mollema (Trek Segafredo), Vincenzo Albanese, Francesco Gavazzi (Eolo Kometa), Niccolò BonifazioLaurens Huys (Intermarché Circus Wanty), Marco Frigo, Sebastian Berwick (Israel Premier Tech) e Josè Rojas (Movistar). Quest’ultimo si attarda per aiutare il suo capitano Einer Rubio che riuscirà ad aggiungersi al gruppo.

Bravo Martin Marcellusi

Intanto un generosissimo e ispirato Martin Marcellusi (Green Project Bardiani Csf Faizanè) trova la forza per raggiungere da solo il gruppo in avanscoperta. Il ragazzo romano ci aveva detto questa mattina prima della partenza di questa intenzione di entrare nella fuga di giornata. Promessa mantenuta.

Martin Marcellusi

Al Gran Premio della Montagna sfila per primo Healy su Rubio che, indispettito per l’attacco, gli dà una spallata senza conseguenze. Il gruppo, intanto, lascia fare e il vantaggio del gruppo dei battistrada raggiunge i 6 minuti.

La frazione non è difficilissima, ma tutt’altro che banale. A farne le spese è il coraggioso Marcellusi che fatica sulla pur pedalabile salita del Selvino per abdicare definitivamente sull’ascesa di Miragolo San Salvatore. Anche Dainese è costretto ad alzare bandiera bianca.

Sul tratto pianeggiante della Valpiana attacca Bonifazio che cerca di lasciare la compagnia dei corridori in avanscoperta, ma viene ripreso più avanti. Sulla salita successiva di San Bartolomeo si scatenano Marco Frigo e Brandon McNulty, che raggiungono e lasciano sul posto il fuggitivo. Resiste il solito Healy, che oggi però non riesce nell’impresa di arrivare da solo al traguardo.  Il finale è uno spettacolo: se la giocano in tre – come detto – e lo statunitense McNulty dimostra di essere il più veloce.

Angelo De Lorenzi

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