Gio. 02 Feb. 2023
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Paderno Dugnano, scelte non facili per lo schema di bilancio di previsione per il triennio 2023-25

Dopo l'approvazione da parte della Giunta, lo schema passerà al vaglio del Consiglio comunale. Preservata la spesa per il sociale, ma ritoccate tariffe anche per la mensa scolastica. Caniato: "Abbiamo approvato un bilancio di responsabilità".

È stato approvato dalla Giunta Comunale lo schema di bilancio di previsione triennale 2023 – 2025, che sarà sottoposto all’esame del Consiglio Comunale nelle prossime settimane. Uno schema che tiene inevitabilmente conto dello scenario economico attuale, condizionato da una crisi finanziaria che si trascina dall’emergenza pandemica, accentuata dalla guerra in Ucraina e dai rincari dei costi energetici, che si riversa su famiglie, imprese e commercio del territorio, Comune compreso.

In questo scenario l’Amministrazione deve far quadrare i conti tra entrate e uscite, garantendo al contempo servizi e assistenza alla comunità: “Non è stato facile definire lo schema di bilancio – commenta Antonella Caniato, assessore al Bilancio – perché tante sono le incognite che si prospettano in vista del prossimo anno, soprattutto perché nessuno è in grado di prevedere come sarà l’andamento dei costi non solo energetici”. L’impatto più significativo è stato infatti quello dell’aumento della spesa comunale dovuta all’innalzamento dell’indice d’inflazione – già oltre il 10% – un rincaro che ha riguardato e riguarderà tutti i contratti in essere del Comune con le aziende appaltatrici, per i servizi esterni e per le forniture.

“Quello che abbiamo approvato è un bilancio di responsabilità – spiega – che dà al Comune uno strumento che consentirà di gestire sin dai primi mesi dell’anno i maggiori costi, al contempo di dare continuità ai servizi in favore degli utenti e garanzie ai lavoratori la cui occupazione dipende proprio dal mantenimento e dalla programmazione di quegli stessi servizi”. Il Comune mette le mani avanti e spiega di aver dovuto operare delle scelte non sempre facili per raggiungere gli equilibri di bilancio, a fronte di un consistente incremento della spesa: “Abbiamo preservato la spesa per il sociale – specifica l’assessore – prevedendo qualche aumento dei fondi per l’assistenza, consapevoli che sono sempre di più le famiglie che hanno bisogno di essere sostenute. Abbiamo previsto un ritocco alle aliquote IMU per le aree fabbricabili e per le seconde case, escludendo però quelle locate a canone concordato, scegliendo di mantenere l’esenzione per le prime case (e le relative pertinenze) e di lasciare inalterate quelle per le attività commerciali e produttive”. Ma non solo: “Abbiamo rivisto il piano delle tariffe per i servizi a domanda individuale al mero scopo di contenere il solo innalzamento dei costi dovuto all’inflazione, continuando comunque a mantenere gli stanziamenti necessari a garantire la spesa per i servizi non coperta dalle tariffe – aggiunge -. Il nostro auspicio è che il Governo adotti provvedimenti a sostegno della spesa dei Comuni e consenta a quelli virtuosi, come il nostro, di poter spendere le risorse accantonate che ad oggi la normativa non consente di utilizzare”.

Gli adeguamenti tariffari previsti interesseranno anche la refezione scolastica, se infatti lo scorso anno il Comune era riuscito ad assorbire gli aumenti dei costi senza operare ritocchi alle tariffe, quest’anno non è un’opzione sul tavolo. La definizione delle nuove tariffe è stata condotta insieme ad AGES – la società comunale che gestisce il servizio mensa nelle scuole – prestando particolare attenzione alle possibili ricadute sui bilanci familiari e mantenendo l’esenzione nelle situazioni più fragili: “Nel definire le nuove tariffe, abbiamo scelto di ampliare la platea delle famiglie destinatarie di agevolazioni, estendendole a quelle con ISEE fino a 35.000 euro – spiega l’assessore alla Scuola, Anna Varisco -. Solo i nuclei con ISEE superiore pagheranno il costo effettivo del servizio, che a pasto è di € 5,40”. Per tutti gli altri è prevista una scontistica progressiva che arriva fino al 70% di riduzione rispetto al costo pieno, con un incremento medio di 33 centesimi a pasto. “Orientandoci al principio del “fattore famiglia” – conclude Varisco – abbiamo previsto per tutte le fasce ISEE, comprese quelle più alte, uno sconto del 25% per il secondo figlio e del 50% dal terzo figlio”.

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