Gio. 01 Dic. 2022
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Diventare volontari in un hospice per dare valore a ogni istante

LILT Milano Monza Brianza lancia l’appello per la ricerca di volontari per l’hospice Fondazione La Pelucca di Sesto San Giovanni

Dare valore a ogni istante è un traguardo fondamentale in un hospice. Anche i volontari giocano un ruolo significativo in questo. Il tempo in strutture che assistono persone gravemente malate e non guaribili è breve, ma si amplia proprio perché dà valore a ogni istante. Si può aiutare con gesti d’amore molto semplici ma di grande significato, come guardare una trasmissione televisiva con il malato, tenergli la mano, ascoltare, bere insieme un the o leggere qualche pagina di un libro.

Offrire assistenza, un po’ di serenità e adeguato accompagnamento, in una dimensione quotidiana segnata dalla malattia senza possibilità di guarigione, è il ruolo fondamentale anche di chi sceglie di prestare volontariato all’hospice della Fondazione La Pelucca di Sesto San Giovanni. Qui la Lega nazionale per la lotta contro i tumori di Milano Monza Brianza è alla ricerca di persone attente e sensibili, capaci di mettere a disposizione degli altri qualche ora del proprio tempo. L’esperienza di volontariato in cure palliative è un servizio prezioso per chi lo fa e per chi lo riceve. Condividere gioie e difficoltà è l’unica missione del volontario, animato dal desiderio di far sentire al malato che in questo percorso non è solo.

La testimonianza – Cinzia, volontaria LILT, racconta bene in un episodio l’importanza dei gesti e della vicinanza, capaci di dare valore alle ore in hospice. “Mi siedo accanto a lei. Olga rompe il silenzio e mi racconta la sua storia, dolorosa anche prima della malattia. Ascolto, tengo per mano. Poi il racconto si interrompe e le chiedo un desiderio di quel momento. “Vorrei una torta” mi dice. Dopo qualche ora arriva una grande torta decorata con la frutta e con medici e infermieri organizziamo una specie di festa. Olga guarda la torta e la mangia, fetta dopo fetta; se la tiene stretta, come si tengono stretti i desideri. È un attimo di serenità, in mezzo alla tempesta della malattia”.

Cosa fa il volontario – La relazione è con il paziente ma anche con i suoi famigliari, sempre opportunamente affiancati dall’equipe medica. Tra i 20 e i 70 anni, si può decidere di diventare volontari in qualsiasi periodo dell’anno, a seguito di un colloquio orientativo con uno psicologo. L’impegno è di una o due mezze giornate a settimana. L’attività prevede un periodo di osservazione della durata di due mesi, in affiancamento a un volontario, la formazione avviene con la frequenza di un corso di circa 30 ore.

Chi fosse interessato può scrivere a volontariato@legatumori.mi.it.

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