Mer. 28 Set. 2022
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Cormano, metrotranvia: audizione urgente in Regione, ma il futuro è incerto

Nel pomeriggio di lunedì 25 luglio presso la V Commissione Territorio e Infrastrutture di Regione Lombardia i sindaci dei comuni interessati dalla tratta della metrotranvia Milano – Limbiate hanno preso parte ad un incontro chiesto dai consiglieri regionali Andrea Monti e Paola Romeo per fare luce sull’attuale situazione e sugli sviluppi del progetto di riqualificazione dell’infrastruttura, progetto di cui si parla da ormai vent’anni ma che finora è rimasto ancora alla fase progettuale.

È stata infatti convocata un’audizione urgente in Regione sulla sospensione dall’autunno delle corse del tram Milano-Limbiate, a seguito delle recenti dichiarazioni dell’assessore alla mobilità di Milano Arianna Censi, la quale a giugno aveva dichiarato di aver dovuto recepire l’indicazione che sottolinea “l’impossibilità di proseguire con l’esercizio tranviario non oltre l’autunno del 2022, termine che i tecnici della commissione della sicurezza dei trasporti del Ministero (Ansfisa) hanno indicato come improrogabile”. La stessa aveva inoltre aggiunto: “Si stanno effettuando verifiche inerenti la conferma della sostenibilità finanziaria a fronte dell’aumento dei costi dei materiali, a causa della particolare congiuntura che stiamo attraversando”, parole che lascerebbero presagire che l’intero progetto di riqualificazione sia a rischio.

L’audizione urgente di lunedì, spiegano dal Comune di Cormano, non avrebbe fatto che confermare il quadro delineato dall’assessore Censi, prospettando non solo un rinvio sine die della riqualificazione ma anche un enorme carico finanziario aggiuntivo che dovrebbe ricadere sui comuni della tratta, senza tralasciare l’insostenibile impatto sul traffico locale, in special modo nel territorio cormanese, e il disagio per migliaia di pendolari che attualmente si servono della metrotranvia in pieno accoglimento delle istanze di mobilità dolce ma che dovranno abbandonarla se il servizio davvero verrà sospeso senza prospettiva di iniziare i lavori di riqualificazione della linea.

Per la realizzazione dell’opera allo stato attuale, infatti, è prevista una spesa aggiuntiva di quasi 24 milioni di euro mentre per ottenere l’ennesimo intervento-tampone per la messa in sicurezza del servizio e quindi la proroga al funzionamento sarebbero necessari dai 6 ai 7 milioni di euro oltre al fermo di esercizio della linea di circa un anno. “Abbiamo accolto con preoccupazione queste comunicazioni che lasciano presagire un futuro cupo per un’opera i cui lavori avrebbero dovuto partire anni fa ed essere già completati ma in realtà rimangono ancora attualmente solo sulla carta”, fanno sapere dal Comune.

Interruzioni del servizio da parte di Ustif si succedono almeno dal 2012, seguite da altrettanti correttivi parziali per ottenere le relative deroghe che hanno permesso al servizio di funzionare tutt’oggi, e sempre nel 2012 l’allora giunta provinciale deliberò un progetto di ammodernamento che prevedeva nel crono programma l’avvio dei lavori, per un costo pari a 100 milioni di euro, dopo la gara d’appalto, il completamento del progetto definitivo per il 30 giugno 2013 e una fine entro il 30 giugno 2016.

“Tutti i comuni interessati – aggiungono nella nota -, noi compresi, sono molto perplessi per quanto emerso sia sotto l’aspetto economico, sia per la preoccupazione per il servizio che verrà sospeso per lungo tempo e che impedirà a molti pendolari, circa 2500 utenti, di muoversi verso Milano. Con i colleghi dei comuni afferenti abbiamo valutato sia indispensabile a stretto giro organizzare tavoli per valutare soluzioni che consentano di ridurre il più possibile i disagi e l’impatto sul territorio e sulle nostre comunità, mantenendo il servizio su rotaia fino allo sciogliersi degli intricati nodi progettuali e finanziari, per dare concretezza agli impegni sulla mobilità dolce nei nostri territori”.

E concludono: “In particolare riteniamo che l’accresciuto onere finanziario, che sia la maggiorazione di 24 milioni o i 7 milioni per gli interventi-tampone, non debba in alcun modo ricadere sui comuni e ci attiveremo affinché venga con forza richiesto un intervento del MIT – Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili con risorse PNRR che prevedono investimenti proprio sulle metrotranvie.”

 

 

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