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Sesto città turistica? Perché no?

Per Sara Proietti, candidata nella lista Michele Foggetta, candidato sindaco della coalizione progressista #ReinventiamoSesto, la città dovrebbe scrollarsi di dosso una certa inerzia, per aspirare a un ruolo da protagonista nel panorama turistico e culturale del nord Milano. Appuntamento domani, martedì 7 giugno, presso il monastero di S. Nicolao, nel centro di Sesto San Giovanni, per un tour alla scoperta delle bellezze e dei monumenti della città

“Turismo a Sesto? Perché no?“ È la proposta di Sara Proietti, candidata nella lista Michele Foggetta Sindaco. L’appuntamento è per domani, martedì 7 giugno, presso il monastero di S. Nicolao, nel centro di Sesto San Giovanni, per un tour alla scoperta delle bellezze e dei monumenti della città. Sara Proietti è biologa, lavora come informatore scientifico del farmaco e scrive anche per Agenda 17, un web magazine che tratta gli obiettivi dell’Onu per il 2030. Questa sua passione per il turismo le deriva anche dal suo lavoro: “Mi capita di organizzare eventi, ma oltre al lavoro mi piace scoprire che cosa si trova di interessante nella città che visitiamo”.

Parlare di turismo a Sesto San Giovanni sembra forse un po’ un azzardo e una provocazione…
Sono convinta che la città riservi molte sorprese, soprattutto per chi non la conosce. Sesto ha bisogno di iniziative, oggi appare come una città inerte.

È un giudizio duro…
Sesto San Giovanni un tempo era molto più dinamica e non mancavano le iniziative. C’è stato un appiattimento, un livellamento generale. Il rischio è anche quello di percepire poca sicurezza. Rischiamo di essere una città dormitorio dove si esce poco la sera perché mancano iniziative ed occasioni e invece Sesto ha grandi potenzialità anche sul versante squisitamente turistico.

Allora vediamo: che itinerario suggerirebbe a chi vorrebbe conoscere la città?
Partirei dalla visita alle rovine dall’ex monastero di San Nicolao, un edificio del XII secolo in via Verdi nel centro storico della città. Poco distante invito a visitare via Manzoni. Uno sguardo approfondito lo riserverei alle ville sestesi: Villa Puricelli Guerra, Villa Visconti d’Aragona, che conserva delle sale affrescate e Villa Mylius. Di grande importanza e valore storico sono tutti i luoghi e i monumenti, memoria della grande storia operaia e industriale di Sesto, come il Carroponte e i due monumenti che ricordano il tornio, quello in viale Italia e in viale Marelli. Il Museo Campari è senza dubbio un altro luogo notevole. Luoghi da visitare non mancano, ma occorre mettere in rete le risorse e le opportunità. I commercianti potrebbero offrire il loro contributo per migliorare i servizi e l’immagine della città. Si può pensare a qualche sgravio, in cambio di una maggiore partecipazione. Credo che la parola chiave sia “fare rete”, nell’interesse di tutti.

Sesto San Giovanni è anche un’ottima sede congressuale…
È una buona base di partenza per un rilancio della città sotto il profilo squisitamente turistico. Chi partecipa a qualche congresso a Sesto potrebbe approfittare per visitare la città. I locali (bar e ristoranti) non mancano.

C’è un progetto specifico che si sente di appoggiare?
Abbiamo in mente di realizzare un Museo dedicato all’immigrazione e al lavoro che rappresenta il grande patrimonio storico della città. Per il momento è solo un’idea, ma la vorremmo concretizzare.

Ha in mente qualche evento particolare per rilanciare la città?
Sesto San Giovanni potrebbe essere la sede di un grande Festival della Street Art, capace di raccontare la storia della città dal punto di vista dell’immigrazione e del lavoro.

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