Emergono nuovi sviluppi nelle indagini sull’incidente stradale costato la vita al giovanissimo Simone Felice, lo studente monzese morto in sella alla sua moto lo scorso giovedì 26 maggio mentre si stava dirigendo a scuola, dai Salesiani di Sesto San Giovanni. Se dalle prime ricostruzioni si era ipotizzata una tragica fatalità, con il giovane che avrebbe perso da solo il controllo della due ruote cadendo rovinosamente a terra, ora il quadro appare completamente diverso e si delinea il ruolo chiave di un’auto pirata nella dinamica dell’incidente.
A rivelarlo è una nota dell’assessorato sestese alla Sicurezza, di concerto con il Comandante della Polizia Locale di Sesto San Giovanni Fabio Brighel, nella quale viene specificato che attraverso un’attenta e minuziosa analisi investigativa dei vigili accorsi sul luogo del sinistro, ora la persona alla guida dell’auto pirata ha un nome e cognome ed è inserita nel registro degli indagati per omissione di soccorso.
Determinanti ai fini delle indagini l’acquisizione delle immagini di un sistema di videosorveglianza privato posizionato nelle immediate vicinanze dell’area dell’incidente avvenuto lo scorso giovedì 26 maggio all’altezza della rotonda tra via Fratelli Gracchi e via Pier Paolo Pasolini. Dai riscontri visivi è stato possibile notare il coinvolgimento di un secondo veicolo nella dinamica del sinistro, pur non essendoci stata alcuna collisione. Nell’approcciarsi all’area rotatoria posta tra le due vie, la moto condotta dal giovane Simone ha trovato la strada davanti a se’ parzialmente ostruita da un’Audi A3 bianca che fuoriusciva da via Fratelli Gracchi di Cinisello Balsamo. A quel punto, per evitarla, il giovane si è trovato costretto a modificare repentinamente la traiettoria di marcia impattando violentemente contro lo spartitraffico centrale e un palo della luce. La persona a bordo dell’autovettura, dopo aver effettuato un giro completo della rotonda – e quindi con ogni probabilità resasi conto di quanto accaduto – non si è fermata a prestare soccorso e si è diretta verso la via Trento di Sesto San Giovanni.
Immediatamente dopo l’acquisizione del filmato, è stato informato il PM di turno presso la Procura di Monza, che ha assunto la direzione delle indagini in costante contatto con gli operatori della Polizia Locale sestese. La raccolta delle immagini provenienti dai sistemi di sorveglianza posti nella zona dell’area dell’incidente ha portato all’identificazione di un solo dato alfanumerico della targa dell’auto, mentre da quello di una ditta della vicina Cinisello Balsamo si è riusciti ad estrapolare due frame utili alle indagini. Nel primo è stato possibile vedere una donna alla guida dell’Audi e nel secondo una visura sgranata della targa che però non ha consentito la lettura completa. Grazie al supporto della Polizia Scientifica della Questura di Milano è stato possibile estrapolare alcuni dati parziali della targa e incrociarli con quelli dei veicoli in transito quel giorno a Sesto San Giovanni, attraverso il sistema di rilievo targhe installato sul territorio, che hanno portato ad individuare il veicolo lungo viale Italia in rientro nel pomeriggio del 26 maggio. Ad ulteriore conferma, alcune immagini nelle quali era visibile parzialmente la persona alla guida del veicolo, sovrapponibile per abbigliamento e costituzione fisica a quella isolata nel frame estrapolato dalla ditta di Cinisello Balsamo.
A quel punto l’attività investigativa si è concentrata sull’identificazione della donna alla guida. Operazione che ha richiesto un supplemento di indagine, dal momento che l’auto è risultata in leasing, con locatario una ditta di Paullo. Dopo poco più di 24 ore dall’incidente mortale il cerchio si è chiuso con l’identificazione della donna alla guida dell’Audi A3, residente in provincia di Monza e Brianza, ora iscritta nel registro degli indagati. Alla magistratura spetterà valutare l’entità delle percentuali di responsabilità nella dinamica del sinistro e le ragioni che hanno portato la conducente ad allontanarsi senza avvisare le autorità e senza attivarsi nei soccorsi al giovane Simone.







