Quando si trattano temi legati a guerre e scontri bellici corre l’obbligo di esprimere un sentimento di solidarietà e vicinanza a tutte le persone coinvolte, auspicando che la situazione che si è venuta creare possa risolversi nel più breve tempo possibile.
Fatta questa doverosa premessa cercheremo, in questo articolo, di delineare l’attuale contesto economico e le conseguenze che si potrebbero verificare.
L’apertura di un nuovo scenario bellico ha reso evidente, qualora non ce ne fossimo ancora accorti, quanto tutto il mondo sia interconnesso. Un momento storico in grado di incidere sugli equilibri internazionali e sulla crescita economica di diversi Paesi.
Le origini di queste tensioni sono note da tempo. Da un lato l’Ucraina cerca di allontanarsi da un certo controllo sovietico e di entrare nella Nato, mentre dall’altro, gli obiettivi di Mosca sono quelli di preservare un’influenza sull’ex-repubblica sovietica.
Il gas russo passa dall’Ucraina
Va subito detto che l’Ucraina è un territorio particolare, dove transita quasi il 40% del gas russo destinato all’Europa.
Questo aspetto, come altri che vedremo più avanti, è estremamente importante. Trovare un idoneo fornitore di gas, specie nel breve-medio termine, che possa sostituire quello russo, non sembra essere così facile.
Questo Putin lo sa bene, e utilizza la leva del gas come arma negoziale con l’Europa. Ne abbiamo avuto un assaggio lo scorso autunno, dove è stata sufficiente una minaccia di restrizione degli approvvigionamenti verso il vecchio Continente, per assistere ad un apprezzamento di questa commodity.
È perciò evidente che, se la situazione al confine russo-ucraino non rientrerà in tempi brevi, per l’Europa si prospetteranno tempi piuttosto difficili. Le difficoltà le si possono intuire anche dalla stima preliminare dell’Eurostat sull’inflazione annua dell’area euro per il mese di gennaio: +5,1%, principalmente dovuto, guarda caso, all’aumento dei prezzi dell’energia.
Tra gli effetti della guerra in Ucraina, oltre a quello del gas, si fanno anche sentire l’aumento del prezzo del mais, del grano tenero e della soia. È chiaro che, visto lo scenario in evoluzione, tale situazione si ripercuoterà sui prodotti finali come pane, farina, pasta, ed altri alimenti sui quali non si possono escludere aumenti.
L’Ucraina infatti, è un importante fornitore dell’Italia per quanto riguarda il grano tenero, pari a circa il 20% delle importazioni. È facile perciò pensare che il conflitto in corso comporterà un ammanco di questi rifornimenti.
La conseguenza più immediata è quella dell’aumento del costo della vita e dei beni di prima necessità. La riduzione delle forniture di mais si ripercuoterà anche sul prezzo dei mangimi per gli animali, il quale a sua volta, produrrà un aumento della carne, del latte e degli altri prodotti caseari.
La crisi delle materie prime
Tra le conseguenze del conflitto russo-ucraino, troviamo difficoltà anche in ambito industriale. La Russia, infatti, è anche uno dei principali fornitori di materie prime industriali quali titanio, palladio, alluminio e nickel. Uno stop di queste materie prime più avere pericolosi effetti a catena in tutta la filiera dei microchip e dei macchinari che li utilizzano.
Ho sintetizzato molte sfaccettature che questa guerra può comportare e credo sia evidente, che la conseguenza di maggior impatto sulle nostre vite, sia l’inevitabile aumento dei prezzi a fronte di una sostanziale stabilità delle entrate se non, in alcuni casi, addirittura di contrazione.
Questo aumento ha un chiaro nome, si chiama INFLAZIONE. Ricordo che con il termine inflazione, definiamo l’aumento medio generalizzato dei prezzi di beni e servizi, che avviene all’interno di un sistema economico, come ad esempio, quello di uno Stato.
Di fronte a tale situazione, il privato cittadino nonché risparmiatore, deve necessariamente mettere in atto misure di gestione dei propri flussi finanziari che quantomeno consentano di far quadrare i conti quotidiani e anche di preservare il valore dei risparmi dall’erosione dell’inflazione stessa.
Proprio per questo, per coloro che hanno deciso di investire i propri risparmi, in questo momento è importante, al di là degli eventuali cambiamenti tattici del proprio portafoglio, evitare reazioni troppo emotive o cercare di speculare su movimenti di mercato di breve termine.
È chiaro che l’evento bellico ha di nuovo messo alla prova i mercati finanziari e messo gli investitori in allerta.
Per gli stessi investitori però, se hanno applicato una corretta pianificazione finanziaria personale/familiare, restare fedeli al proprio piano di investimento, per quanto difficile, è nella maggior parte dei casi l’idea migliore.
Del resto la situazione è in fase di evoluzione, esporsi a previsioni sulla situazione geopolitica è sicuramente inopportuno. L’interesse della comunità internazionale sembra essere una convergenza verso una soluzione rapida del conflitto.
I mercati ovviamente mal sopportano situazioni di incertezza e instabilità politiche e sono pronti a virare verso mari più tranquilli al verificarsi di evidenti segnali di accordo tra le parti coinvolte.
I fondi governati dagli algoritmi
Bisogna anche dire che i risultati dei mercati sono spesso determinati dagli algoritmi dei “Robot” che governano i grandi fondi. Tali software sono programmati in modo da evitare perdite e vendere automaticamente quando i valori dei titoli raggiungono una determinata soglia.
Questo è già accaduto nel recentissimo passato, a Marzo del 2020 all’inizio della pandemia. In quella occasione molti investitori, attraverso una scelta probabilmente emotiva, hanno deciso di uscire dal mercato, spaventati dalla situazione che si stava delineando. Diversamente altri, facendo una scelta diametralmente opposta, hanno comprato. Dopo qualche mese, quest’ultimi, sono riusciti ad ottenere performance interessanti dai loro investimenti.
Proprio per tutti i motivi descritti sopra, è sempre più opportuno fare scelte consapevoli in tema di gestione dei propri risparmi e affrontare sempre i mercati finanziari dopo un’attenta analisi della propria situazione finanziaria.
Mi auguro di avervi dato spunti di riflessione utili a migliorare la situazione finanziaria e, come sempre, vi saluto augurandovi… Buoni risparmi!
Di Denis Balconi







