Dom. 23 Gen. 2022
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Cinisello Balsamo, Bassini: primo intervento di trombolisi loco regionale, ecco la storia di Maria Luigia

Maria Luigia, per gli amici Miriam, classe 1953, è la prima paziente operata nell'ospedale del Nord Milano per una embolia polmonare massiva dall’équipe cardiologica guidata da Simona Pierini

Il fiato corto dopo aver salito poche rampe di scale, un disturbo che da passeggero diventa sempre più insistente, fino a trasformarsi in una vera e propria crisi respiratoria. La corsa in pronto soccorso all’ospedale di Sesto San Giovanni, poi il trasferimento al Bassini e l’intervento salvavita che permette oggi a Luigia di raccontare la sua storia con serenità.

Maria Luigia, per gli amici Miriam, classe 1953, è la prima paziente operata al Bassini per una embolia polmonare massiva dall’équipe cardiologica guidata da Simona Pierini, Direttore FF Cardiologia e Maurizio Ornaghi, Responsabile Emodinamica. Nelle sue parole l’emozione è ancora papabile: “Quando mi hanno detto dell’intervento mi sono molto spaventata ma il personale è stato davvero incredibile – racconta -. Durante l’intervento io ero sveglia, mi hanno fatto l’anestesia locale, e mi spiegavano passo passo cosa stavano facendo. Non ho sentito dolore e mi sono sentita davvero assistita. Poi mi hanno attaccato a quello che chiamo il mio “albero di Natale”: un monitor con fili e lucine che si accendevano e spegnevano. Sarò stata un paio di ore in sala”.

L’embolia polmonare è l’ostruzione acuta di uno o più rami dell’arteria polmonare.
Nei casi meno gravi la terapia medica con farmaci anticoagulanti può risolvere la situazione, ma nei casi più gravi l’embolia polmonare acuta massiva è ancora oggi gravata da un’alta mortalità. “Nei pazienti con embolia bilaterale submassiva con interessamento dei rami principali dell’arteria polmonare, come nel caso della signora Maria Luigia, si determina un sovraccarico sul ventricolo destro (la cavità del cuore che invia sangue al polmone) con dilatazione e disfunzione del ventricolo stesso – spiegano dal Bassini -. La disfunzione del ventricolo destro è un parametro di gravità dell’embolia polmonare che si associa ad alto rischio di mortalità”.

Non potendo procedere alla somministrazione di un alto dosaggio di farmaco trombolitico per l’elevato rischio di complicanze, l’équipe cardiologica ha quindi deciso tempestivamente di intervenire con una trombolisi loco regionale: “Cioè portare due cateteri nelle arterie polmonari passando dai vasi venosi dell’inguine, consentendo un’infusione locale dello stesso farmaco trombolitico ma a dosi molto più basse, per un periodo di 12 ore, associato a una erogazione di ultrasuoni per rompere il reticolo di fibrina e favorire la penetrazione del trombolitico”. Una metodica che, nei pazienti in cui è indicata, consente un recupero funzionale più rapido e riduce i rischi di evolvere verso un’ipertensione polmonare con scompenso cronico.

Dopo l’intervento salvavita, la signora Maria Luigia si sta rapidamente rimettendo in forze con un unico obiettivo: “Ora non vedo l’ora di tornare alla cura dei miei fiori e dei miei nipoti”.

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