Lun. 27 Set. 2021
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Cusano Milanino, in manette il latitante internazionale amante della bella vita

Una passione per le auto di lusso e le belle donne. Nel 2018 era stato fermato a Montecarlo dalle forze dell'ordine... L'intervento decisivo dei Carabinieri della Stazione di Cusano Milanino

È finito in manette dopo tre anni di latitanza il 39enne G.N., ricercato a livello internazionale per una condanna ad 11 anni di reclusione per una serie di reati che vanno dall’associazione a delinquere, bancarotta, violazione della legge fallimentare fino alla tentata estorsione.

Amante della bella vita e della mondanità, l’uomo non si faceva mancare denaro, belle donne e auto di lusso, uno stile di vita sfarzoso al quale non aveva rinunciato nemmeno durante la latitanza, grazie agli ingenti capitali illeciti accumulati attraverso operazioni fraudolente nell’ambito di attività legate al commercio ed allo smaltimento di metalli. Secondo quanto riferito dai Carabinieri il 39enne, vicino a personaggi di vertice della ‘ndrangheta operativi nel milanese, sembrerebbe anche coinvolto con esponenti apicali della famiglia Flachi in affari legati ad attività per il commercio di metalli ed alla gestione di alcuni locali notturni di Milano.

Nel 2018 era stato fermato a Montecarlo dalle forze dell’ordine ma, non trovando seguito la procedura di estradizione, era stato rilasciato riuscendo nuovamente a far perdere le proprie tracce. Tre lunghi anni di latitanza, terminati lunedì quando i Carabinieri della Sezione “catturandi” del Nucleo Investigativo di Milano lo hanno rintracciato ed arrestato in un ufficio in pieno centro città, dove esercitava di fatto attività imprenditoriale nel campo del commercio dei materiali metallici in un’azienda intestata a terzi.

L’arresto è avvenuto al termine di una specifica attività info-investigativa condotta dal Nucleo Investigativo di Milano che ha tratto origine da uno spunto informativo fornito dai Carabinieri della Stazione di Cusano Milanino, Comune ove è cresciuto. Per lui si sono aperte le porte della casa di reclusione di Opera.

 

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