Gio. 23 Set. 2021
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L’andamento della campagna vaccinale in Lombardia

Proseguono le vaccinazioni nel Paese

Dalle stalle alle stelle: non è un refuso, ma la definizione che racchiude meglio l’andamento della campagna vaccinale in Lombardia, che dopo un inizio disastroso ha preso a viaggiare con un ritmo sostenuto. I pochi ritardi che ci sono stati in corso d’opera negli ultimi tempi vanno imputati alla mancata consegna in Europa di numerosi sieri, ma per il resto sembra ormai un lontano ricordo il mese di gennaio, quando il processo d’immunizzazione stentava a decollare. A fine aprile si era raggiunto e superato l’obiettivo di 100 mila somministrazioni al giorno, anche se è stato difficile mantenerlo costante proprio per la scarsità di dosi, ma si è cercato di rispettare le indicazioni provenienti dal generale Figliuolo, che ha comandato di viaggiare almeno sulle 85mila dosi al giorno, così da mantenere una cadenza costante. Nella prima metà di luglio si raggiungeranno i 10 milioni di somministrazioni secondo il Presidente Fontana.

Il piano vaccinale estivo punta soprattutto a fornire i sieri agli adolescenti tra i 12 e i 18 anni, per tutelarli in vista del rientro a scuola in autunno, dopodiché verranno smantellati gli hub vaccinali, lasciando ai centri minori come farmacie o aziende il compito di occuparsi dell’iniezione di un’ipotetica (anzi quasi certa) terza dose.

Cosa non ha funzionato e cosa ha consentito la svolta

Agosto sarà un mese di svolta perché verranno consegnate un milione di dosi tra Pfizer e Moderna alla Lombardia, così da prevenire eventuali situazioni di rischio che potrebbero verificarsi a partire da settembre, inoltre si prevede il raggiungimento dell’immunità di comunità entro l’8 agosto.

La campagna vaccinale
La campagna vaccinale in Lombardia prosegue a pieno ritmo

Con una situazione così positiva, come hanno potuto esserci tanti intoppi in fase di partenza? Sorvolando momentaneamente sulle concrete difficoltà di trasporto vaccini che hanno riguardato tutta l’Italia e non solo, la campagna vaccinale in Lombardia era cominciata con qualche giorno di ritardo rispetto alle altre Regioni, per un motivo a dir poco paradossale: Giulio Gallera, all’epoca assessore al Welfare, dichiarò di non voler far rientrare dalle ferie i medici e gli infermieri per somministrare il vaccino. A seguito di queste affermazioni, ci fu un vero e proprio cambio di classe dirigente: il suo posto venne preso da Letizia Moratti, che a sua volta nominò Guido Bertolaso coordinatore del piano vaccinale anti-Covid.

I ritmi della campagna vaccinale, nonostante questi cambiamenti, sono rimasti lenti a causa di alcuni problemi tecnici avvenuti in gran parte delle province lombarde, per colpa del software sviluppato da Aria, società della Regione a cui era stata affidata la gestione delle prenotazioni per vaccinarsi. Tra i disguidi verificatisi ci sono gli appuntamenti presi in più rispetto alle dosi effettivamente disponibili (emblematico quanto avvenuto all’Ospedale Niguarda di Milano a marzo, dove si sono presentati per ricevere il vaccino 900 anziani, 300 in più rispetto alle dosi presenti  quel giorno) o il mancato invio degli SMS che hanno fatto sì che si presentassero meno persone di quelle previste. Inoltre molti anziani vennero spediti in centri vaccinali lontani rispetto al luogo di residenza, causando loro non pochi disagi. Un punto di svolta si ebbe sia con l’entrata in gioco di Poste Italiane, che prese le redini del sistema prenotazioni mettendo a disposizione in maniera gratuita la sua piattaforma, sia con i continui cambi del piano vaccinale per cercare di adeguarli alle indicazioni del governo.

L’incognita variante Delta

L’elemento che più di altri potrebbe minare la campagna vaccinale è la variante Delta, proveniente dall’India e con un grado di contagiosità elevato, della quale si prevede l’espansione in Lombardia nel giro di due-quattro settimane. La Regione non vuole farsi cogliere di sorpresa, e si sta già tenendo pronta ad accelerare in caso di necessità. Gli unici ostacoli a frapporsi potrebbero essere altri ritardi nella consegna delle dosi o la negligenza degli scettici che preferiscono attendere ancora un po’ prima di farsi somministrare il farmaco, non comprendendo che aspettare troppo significa dare un assist alla nuova mutazione genetica del virus.

Uno degli strumenti di cui si servirà la Lombardia per contrastare la variante Delta sarà il potenziamento delle attività per sequenziare il virus, per scoprire prima che si diffondano nuove eventuali varianti.

Il contributo delle aziende di trasporto specializzate

Un elemento imprescindibile per mettere i bastoni tra le ruote alla variante Delta saranno anche le aziende di trasporto vaccini covid, fondamentali ancora prima che fossero definiti precisamente i punti della campagna vaccinale, capaci di affrontare con la competenza e la professionalità dei loro addetti la delicata fase della distribuzione delle dosi, inserita all’interno di una macchina organizzativa e logistica minuziosa, effettuando trasporti a temperatura controllata per evitare che venissero alterate le proprietà dei vaccini. Per farlo sono servite apposite celle frigorifere (soprattutto per Pfizer, che deve essere conservato a temperature più basse rispetto agli altri vaccini), oltre che mezzi adeguati per spostarsi sui lunghi tragitti. Senza di loro non sarebbe stato possibile nemmeno iniziare la campagna vaccinale, e potrebbe diventare difficile continuarla, per cui rappresentano uno degli anelli più importanti della catena, che non può essere spezzato. Se succedesse, qualunque disguido tecnico generato da una piattaforma o una classe dirigente poco attenta diventerebbero l’ultimo dei problemi.

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