Gio. 23 Set. 2021
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Cinisello Balsamo, Anpi e Unione degli Istriani. E’ gran polemica. La risposta dell’amministrazione

L’Amministrazione comunale e l’Unione degli Istriani rispondono con una nota congiunta al Comitato locale dell’ANPI che ha criticato il protocollo d’Intesa siglato di recente con la stessa Associazione per promuoverne la collaborazione.

“La solita polemica strumentale di chi non vuole ancora affrontare i drammi del ‘900 con imparzialità – commenta l’assessore alla Centralità della Persona e Integrazione Riccardo Visentin -. Se vogliamo fare “memoria” delle tante pagine ancora dolorose della nostra storia dobbiamo superare una volta per tutte questa visione fatta di schieramenti e schematismi ideologici. Come disse nel giorno il Giorno del Ricordo il Presidente Mattarella: “Oggi il vero avversario da battere, più forte ed insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza delle storia e dei suoi eventi”.

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – come riportato da un giornale locale – afferma che l’Unione degli Istriani non fa parte della Federazione delle Associazioni defli Esuli e che disconosce la Resistenza e la Festa di Liberazione. “E addirittura – si legge in una nota di Anpi Cinisello Balsamo – giustifica l’invasione militare del 1941 da parte dell’Esercito italiano e delle milizie fasciste alla Jugoslavia, insieme all’esercito nazista. E trova addirittura il modo di giustificare le rappresaglie e i tanti eccidi della popolazione civile jugoslava ordinati dal Generale Mario Roatta e dagli altri criminali di guerra italiani agli ordini di Mussolini e di Hitler. Nel loro sito, tra i numerosi consigli di lettura, offrono libri di noti esponenti fascisti del ventennio, come Virginio Gayda, direttore de Il Giornale d’Italia, voce ufficiosa del regime fascista, e firmatario del Manifesto della Razza. E nella loro pagina facebook deridono le iniziative nelle scuole italiane per ricordare la Resistenza e la Festa della Liberazione”.

Oggi la replica dell’amministrazione. Alle affermazioni di Anpi che giudica inopportuna la sottoscrizione dell’accordo, si fa presente che l’Unione degli istriani è la maggiore organizzazione degli Esuli in Italia con un numero di iscritti non indifferente: al 31 dicembre 2020 ne contava 13.315 (tutte persone in vita, in possesso di tessera e in regola col pagamento annuale della quota sociale), l’85% dei quali di origine istriana.

Si tratta di un’associazione accreditata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Parlamento europeo di Bruxelles, al Ministero dell’Istruzione, e alle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, con le quali sono stati sottoscritti apposti Accordi di partenariato e Protocolli di Intesa.

“A onor del vero siamo stati i fondatori della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani fiumani e dalmati e ne abbiamo fornito la sede legale ed amministrativa fino al 2007 e dalla quale siamo usciti insieme a Libero Comune di Pola in Esilio, nello stesso momento,  all’Associazione comunità istriane, che era già uscita ancora prima, per una divergenza rispetto alle modalità di affrontare il contenzioso con Slovenia e Croazia sui beni abbandonati”, ha precisato il Presidente dell’Unione degli Istriani Massimiliano Lacota.

“Grazie a un Accordo di partenariato sottoscritto con l’allora Presidente del FVG Debora Serracchiani (attuale capogruppo alla Camera del PD), e grazie ad un accordo stretto con il Ministero dell’Interno, all’epoca in cui era Sottosegretario Ettore Rosato (attuale vicepresidente della Camera), è stato possibile istituire, da parte dell’Associazione, il Museo di carattere Nazionale CRP di Padriciano, uno dei musei più visitati a Trieste, il cui restyling è del valore di oltre 4.000.000 di euro”, ha continuato Lacota.

L’Unione degli Istriani partecipa attivamente, essendone parte fondante come la Federazione, al Gruppo di lavoro presso il Ministero dell’istruzione fornendo propri relatori al Ministero stesso; organizza annualmente eventi di carattere nazionale con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri (con i governi di qualunque colore politico), gli ultimi, in ordine di tempo, il Centenario della fine della Grande Guerra, con la presenza a Trieste di una cinquantina di delegazioni provenienti da Italia, Austria, Slovenia, Croazia, Serbia, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, e la partecipazione di ministri e sottosegretari dei diversi paesi, e poi il Centenario del Trattato di Rapallo, con relatori qualificati e di massimo livello provenienti da Italia, Slovenia, Croazia e Serbia, che si concluderà con un terzo convegno nel parlamento della Repubblica Serba in settembre.

L’Associazione collabora con molte Prefetture e Regioni in Italia nella organizzazione delle cerimonie per il Giorno del Ricordo. La Commissione istituita appositamente presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per vagliare le domande di concessione ai familiari delle Vittime delle Foibe della medaglia prevista dal Giorno del Ricordo si avvale della documentazione storica frutto della ricerca trentennale svolta in via esclusiva dall’Unione degli Istriani (Albo d’Oro dei Caduti nella Venezia Giulia). In tema di minoranze e comunità italiane è stato siglato un protocollo di Intesa con il Montenegro.

Quanto alle accuse dell’Anpi riferite alle simpatie di estrema destra dell’Unione degli Istriani, l’Associazione per bocca del Presidente ribatte che: La nostra Associazione è l’unica nel panorama di riferimento effettivamente apartitica, avendo nello statuto, sin dal 1979, l’esplicito divieto per ogni membro con incarichi e mandati associativi di possedere tessere partitiche oppure di rivestire cariche o ruoli partitici di qualsivoglia genere. Infine l’Associazione Unione degli Istriani precisa che, al contrario dell’ANPI, non giustifica nessun episodio storico che riguarda le terre del confine orientale, bensì lo contestualizza”.

“Per queste citate ragioni riteniamo assolutamente meritevole di interesse la collaborazione con questa associazione. Le affermazioni di Anpi e quelle del PD locale ci dimostrano che c’è ancora tanto pregiudizio e che c’è realmente bisogno di approfondire, pur nella complessità delle vicende storiche, il dramma delle Foibe, lo dobbiamo ai 350mila sopravvissuti agli eccidi che hanno abbandonato le loro terre sperimentando lo sradicamento totale senza veder riconosciuto il loro sacrificio”, ha concluso Visentin.

 

 

 

 

 

 

 

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