I prodotti agroalimentari termosensibili e surgelati devono arrivare sulle tavole dei consumatori preservando intatta ogni proprietà e peculiarità. Un aspetto chiave, questo, poiché può impattare positivamente o negativamente sull’immagine trasmessa dal proprio business e determinarne anche l’andamento di mercato.
Per assicurare sempre prodotti di livello, è determinante riporre grande attenzione nella gestione della supply chain alimentare. In questo modo, si avrà la certezza che operazioni fondamentali, legate alla logistica e al trasporto delle merci, avvengano sempre a temperatura controllata, così da garantire sempre il massimo rispetto della catena del freddo.
Nel corso degli anni, sono state pensate soluzioni in grado di ottimizzare ulteriormente il processo e supportare al meglio produttori, distributori e punti vendita. L’attenzione si è concentrata, per esempio, sullo stoccaggio dei prodotti in magazzino e si è individuata nel cross docking la soluzione in grado di agevolare al meglio le realtà di settore.
Prima di conoscere più da vicino i vantaggi di questa soluzione, allora, è importante comprendere cosa significa cross docking all’interno della logistica e, nello, specifico nel panorama dell’agroalimentare.
Cos’è e come funziona il cross docking
La peculiarità che rende il cross docking particolarmente apprezzato in ambito agroalimentare è rintracciabile nel fatto che permette di beneficiare di un modello di logistica snella, un sistema che trasforma in profondità le logiche che normalmente regolano il magazzino. Quest’ultimo può essere dunque inteso come un punto di transito che non si avvale più del famoso stock delle merci.
Le condizioni imprescindibili per il corretto funzionamento del cross docking sono anche le fondamenta alla base del sistema stesso, senza le quali sarebbe impossibile beneficiare di un procedimento realmente virtuoso.
Innanzitutto, per gestire al meglio un magazzino cross docking è necessario si verifichi un costante scambio di informazioni tra produttore e distributore. È solo un flusso continuativo e puntuale di dati che può essere d’aiuto nella sincronizzazione delle attività.
Associato a questo fatto, vi è quindi anche l’importanza che la collaborazione tra le parti assume in questo specifico ambito. Non è infatti possibile strutturare un’operatività così efficiente, basata su un aggiornamento costante, senza un pieno allineamento di intenti.
Da ultimo, ma non meno importante, anche la tempestività risulta essere una peculiarità che può fare la differenza. Soprattutto quando si ha a che fare con alimenti che devono rispettare la catena del freddo non sono ammessi errori o rallentamenti. Ogni intervento deve quindi essere eseguito alla perfezione, con precisione e rapidamente.
La catena del freddo e i benefici legati al cross docking
Dunque, avvalersi del cross docking nel settore agro-alimentare determina l’ottimizzazione dei flussi delle merci, andando ad assicurare importanti vantaggi per i produttori, i distributori, ma anche per i consumatori finali.
Evitare lo stoccaggio dei prodotti in magazzino laddove le caratteristiche del proprio business lo permettano, infatti, non assicura soltanto un significativo abbattimento dei costi, che può rivelarsi importante per la crescita delle imprese. L’impatto sarà positivo anche sulla catena del freddo, in quanto un’organizzazione più efficiente consente di abbattere sensibilmente i tempi dei passaggi e dei transiti. Un fattore, questo, che è garanzia anche di una più alta qualità e di una migliore conservazione delle proprietà organolettiche degli alimenti.
Naturalmente, per assicurarsi di sfruttare al meglio il cross docking per la propria realtà, è importante rivolgersi a professionisti del settore, in grado di analizzare nel dettaglio ogni caratteristica dell’impresa per una valutazione esauriente dei benefici concreti che l’eliminazione dello stock andrebbe a determinare.





