Lun. 27 Set. 2021
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Sesto San Giovanni, a rischio 46 lavoratori della Heineken. Interviene anche il sindaco

[textmarker color=”E63631″] SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] Cresce la preoccupazione per i lavoratori della multinazionale Heineken dopo l’annuncio da parte dell’azienda di un piano di esuberi che coinvolgerebbe poco meno di un centinaio di dipendenti, di cui 46 nella sola sede di Sesto San Giovanni.

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco sestese Roberto Di Stefano, che nella giornata di ieri ha scritto una lettera indirizzata al Prefetto Saccone, al Ministero dello Sviluppo Economico e a Regione Lombardia per chiedere un coinvolgimento del Comune qualora venisse aperto un tavolo di discussione in merito alla questione degli esuberi annunciati da Heineken.

“Abbiamo appreso dagli organi di stampa che la società ha annunciato un piano di esuberi di personale per 93 lavoratori di cui 46 a Sesto San Giovanni. Un provvedimento che sta creando preoccupazione, come normale che sia, soprattutto considerata la particolare fase che stiamo attraversando – ha dichiarato Di Stefano – Da sindaco mi è sembrato doveroso attivarmi fin da subito, considerato l’importante numero di sestesi coinvolti e le possibili ricadute sul territorio”.

Per il momento il piano rimane sulla carta grazie al blocco dei licenziamenti stabilito dal Governo come misura per fronteggiare la crisi dovuta all’emergenza sanitaria, ma quando verrà meno ci saranno 46 famiglie a rischio che dovranno fare i conti con la perdita del posto di lavoro. Il piano rientra nell’ambito della riorganizzazione mondiale voluta dalla multinazionale olandese leader nella produzione della birra, che punterebbe ad esternalizzare alcuni servizi riducendo così i costi del personale, di cui – per l’Italia – la maggior parte nel quartier generale di Sesto San Giovanni.

Duro l’affondo dei sindacati che hanno già dichiarato lo stato di agitazione e avviato le assemblee nelle sedi interessate: “L’annuncio di Heineken è inaccettabile, ancor più in un momento storico come quello che stiamo vivendo – sottolineano in una nota le sigle Fai, Flai e Uila – da subito abbiamo dichiarato la nostra contrarietà e stigmatizzato come un’azienda di questo livello scelga di mettere in campo come unica soluzione per essere più competitiva e per rimanere leader nel settore, gli esuberi”. Per il prossimo 3 dicembre è atteso il confronto con i vertici aziendali nel quale i sindacati spingeranno per individuare soluzioni alternative che possano salvaguardare i posti di lavoro.

 

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