Mar. 21 Set. 2021
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Bresso, prosegue la protesta dei comitati No vasca. La mobilitazione per salvare 26 alberature

[textmarker color=”E63631″] BRESSO – [/textmarker] Prosegue la protesta contro la vasca anti esondazioni del fiume Seveso. Ieri mattina l’ennesimo presidio dei comitati No vasca di Bresso davanti al cantiere dove sorgerà l’opera che avrà il compito di contenere le piene del fiume ed evitare l’allagamento di 6 quartieri della città di Milano.

Tra i manifestanti anche il consigliere regionale pentastellato Massimo De Rosa, che ha preso parte al presidio pacifico organizzato dai comitati e associazioni contrari alla realizzazione della vasca: “Ciò che sta avvenendo sotto i balconi di un condominio dove vivono seicento famiglie, nei pressi di una scuola materna, nel centro di uno degli ultimi polmoni verdi del Nord Milano non è solo uno scempio ambientale – ha dichiarato il capogruppo 5Stelle – ma è anche un pericolo per la salute dei cittadini, oltre che osceno esempio di cattiva gestione del territorio”. Il riferimento è all’abbattimento degli alberi che separavano le case delle famiglie che abitano nel supercondominio di via Papa Giovanni XXIII: “Sparisce l’ultimo possibile filtro fra le finestre dei cittadini di Bresso e quel gigantesco stagno all’interno del quale il comune di Milano ha deciso di raccogliere le acque del fiume più inquinato d’Europa, cioè il Seveso”, ha continuato De Rosa. 

Da settimane i comitati e le associazioni del territorio sono impegnati a tentare di tutelare le alberature sulle sponde del Seveso per il tratto compreso tra l’area limitrofa alla passerella sul fiume, antistante le abitazioni, e lo sgrigliatore. Alcuni giorni fa il Comune di Bresso, insieme al Comitato No vasca e all’Associazione Amici Parco Nord, ha inviato a MM la richiesta ufficiale di preservare 26 alberature ad alto fusto sulle rive del fiume, la maggior parte delle quali sull’argine sinistro in territorio di Bresso. “Slittare di 1 solo metro la posa dei massi ciclopici, “sfruttando” il margine d’azione consentito dall’area in sponda destra, ormai purtroppo completamente disboscata, si presentava come una proposta legittima, logica e basata sul buon senso – spiegano i comitati No vasca – Lo scopo essenziale è quello di salvaguardare il filare di maestose alberature che costituisce l’ultimo e unico baluardo per i 2000 residenti della zona affacciata sul cantiere contro rumori, vibrazioni ed esalazioni”. Proposta inizialmente accolta dalle istituzioni che però, secondo quanto riferiscono i comitati, non avrebbe avuto ancora un riscontro formale: “Chiediamo urgentemente e a gran voce una risposta ufficiale alla nostra richiesta, che è tanto più legittima quanto più ci si sofferma a considerare che la modifica al lavoro di risistemazione dell’alveo, richiesta da noi e dal Comune di Bresso, non confligge in alcun modo con la realizzazione della vasca di laminazione – proseguono – che pur profondamente critichiamo”.

In serata il sindaco bressese, Simone Cairo, ha rassicurato i cittadini: “Ho sentito il Parco Nord nella figura del presidente Marzio Marzorati, che mi ha assicurato che nei prossimi giorni non sono previsti abbattimenti in sponda sinistra (il lato di Bresso) – ha scritto sulla sua pagina Facebook – Abbiamo concordato un sopralluogo congiunto sulle sponde del torrente che auspico avvenga a breve per potergli illustrare la possibilità di salvaguardare gli alberi ad alto fusto sul nostro territorio”.

Questo è solo l’ultimo atto in ordine temporale del braccio di ferro tra il Comune di Bresso e quello di Milano sulla costruzione della vasca di laminazione contro le piene del fiume Seveso che, puntualmente a ogni pioggia abbondante, da quasi 50 anni allaga parte della città di Milano creando innumerevoli disagi e danni ai residenti della zona. 116 esondazioni dagli anni ’70 ad oggi, che continuano a mettere in ginocchio abitanti, esercizi commerciali e attività imprenditoriali dei quartieri di Niguarda, Pratocentenaro, Istria, Marche, Maggiolina e Isola, ormai al limite della sopportazione.

Problema che potrà essere ovviato dalla vasca di laminazione, un bacino artificiale circondato da un bosco che verrà ampliato con alberature. Come compensazione è previsto un ampliamento del Parco Nord con 109mila nuovi metri quadri di aree verdi, recuperate dal degrado, pari a tre volte l’area in cui verrà realizzata la vasca. “Per la quasi totalità dell’anno la vasca sarà un luogo ricreativo – spiegano da Palazzo Marino – solo nei casi di piogge eccezionali e di esondazione, mediamente 6 volte l’anno, la vasca si riempie di acqua del fiume che, prima di entrare nel bacino artificiale, viene ripulita dai rami e altri materiali. L’acqua rimane nella vasca per la durata della piena e poi reimmessa nel Seveso, il bacino ripulito e riempito con acqua pulita per tornare ad essere un lago”.

Di diverso avviso gli abitanti di via Papa Giovanni XXIII a Bresso, che avranno la vasca sotto le loro finestre e temono per la salubrità delle esalazioni durante le piene e che hanno provato, insieme al Comune, attraverso una serie di ricorsi (che risalgono al 2016) a bloccare l’opera. Niente da fare, il cantiere, aperto lo scorso 20 luglio, sta già procedendo a pieno regime per poter completare la vasca anti piena entro l’estate del 2022, data che potrebbe slittare più in là se dovesse essere accolto il ricorso al Tribunale delle acque contro la sentenza che aveva bocciato la richiesta di sospensiva dei lavori.

La vasca di Milano si aggiunge ad altri cantieri in corso, che rientrano nel progetto di contenimento delle piene del Seveso, ovvero quello per la realizzazione della vasca di Senago e il consolidamento Redefossi. Nel corso del 2020 si aggiungerà anche il “Redefossi bis” e altri due interventi sono in gara: “La vasca di Lentate e le zone di esondazione controllate attorno a Cantù – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Marco Granelli – uno ancora in fase di conclusione di progettazione, quello della vasca di Paderno Dugnano – Varedo”.

Oltre ai cantieri, in corso rimangono anche le proteste degli abitanti di Bresso.

 

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