[textmarker color=”E63631″] CUSANO-CORMANO -[/textmarker] I circoli del Partito Democratico di Cusano Milanino e Cormano esprimono le loro perplessità rispetto alla lettera che i Sindaci Lesma e Magistro hanno indirizzato lo scorso 28 aprile al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per chiedere la riapertura di tutti gli esercizi commerciali a partire da lunedì 4 maggio.
Nella lettera i due Sindaci si fanno interpreti e portavoce delle numerose richieste dei commercianti dei loro Comuni, delusi e preoccupati dopo la pubblicazione del dpcm del 26 aprile scorso, che prevede l’apertura di alcuni esercizi commerciali il prossimo 18 maggio, mentre altri dovranno attendere addirittura il mese di giugno. “Temiamo seriamente che a quelle date molti negozianti non riusciranno neppure ad arrivare, se non con grosse difficoltà – si legge nella lettera – temiamo che ben presto le saracinesche non si rialzino più”. E ribadendo che “tutte le attività commerciali sono in grado di organizzare e garantire le proprie aperture in totale sicurezza, rispettando protocolli specifici”, chiedono con urgenza di “varare soluzioni che possano coniugare salute e ripartenza, sicurezza e ripresa delle attività, come già sta avvenendo per altre categorie di lavoratori”.
Ma i dem, pur condividendo le preoccupazioni del mondo del commercio, dell’artigianato e dell’industria sulle tempistiche di riapertura delle attività, e dopo aver scambiato idee e proposte con tanti degli iscritti che fanno parte di queste categorie, non sono convinti: “Riteniamo che la lettera firmata dai due Sindaci sia del tutto inefficace, volta solamente ad aumentare il consenso politico, ottenuto sulle paure delle persone – spiegano – Infatti la lettera, oltre a non essere stata condivisa con le minoranze consiliari, risulta essere solo funzionale ad una personale propaganda dei due primi cittadini. Rileviamo inoltre un ulteriore punto di debolezza nella scelta di rivolgersi direttamente al Presidente del Consiglio, ignorando tutti i soggetti intermedi come ad esempio l’ANCI di cui entrambi i comuni fanno parte”.
Per il PD la richiesta di modifica avanzata dai due Sindaci rispetto al DPCM del 26 aprile, avrebbe sottovalutato che le scelte fatte dal comitato tecnico-scientifico sui tempi di riapertura di alcune categorie di attività commerciali, come bar, ristoranti, parrucchieri e centri estetici, sono motivate dal fatto che queste tipologie di attività espongono le persone ad un rischio di contagio ben più alto rispetto alle altre.
“Ribadiamo inoltre che al momento non vi è ancora una chiara strategia di controllo del contagio sul territorio e mancano chiare indicazioni su tamponi e test sierologici. I due Sindaci rispetto a questi elementi non hanno però esposto nessuna richiesta a Regione Lombardia – proseguono – Nella lettera non vengono citate idee o proposte concrete che gli stessi Sindaci potrebbero fin da subito mettere in campo a favore delle attività commerciali più colpite come ad esempio: riduzione della TARI, annullamento per l’anno 2020 della Cosap e dell’occupazione suolo pubblico, tariffe agevolate sulle affissioni pubbliche”. Proposte peraltro che i gruppi consiliari del Partito Democratico avevano già avanzato quasi un mese fa all’Amministrazione comunale.
“Risulta chiaro che la situazione ad oggi è migliore rispetto alle settimane passate ma resta comunque incerta ed è quindi necessario procedere con grande prudenza – concludono – Seguire la confusa linea del centrodestra regionale sul riaprire tutto subito è una mossa sbagliata e pericolosa se non opportunamente coadiuvata da un piano di prevenzione sanitaria territoriale e di strategie per poter riprendere a lavorare in condizioni di sicurezza”.





