Dom. 21 Lug. 2024
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Sesto San Giovanni, Coronavirus e La Pelucca : gestione trasparente

[textmarker color=”E63631″] SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] Trasparenza. Questa è la parola d’ordine che vuole caratterizzare l’azione della Fondazione La Pelucca nei giorni dell’emergenza Covid 19. Un comunicato della RSA mette nero su bianco tutte le azioni intraprese per fronteggiare la crisi sanitaria nazionale che ha avuto le sue ripercussioni anche all’interno delle due strutture sestesi di via Campanella e via Boccaccio.

Alla data di ieri, 17 aprile, il bollettino medico riporta 34 casi di febbre suddivisi su entrambe le sedi, mentre gli stessi sintomi sono scomparsi in 7 ospiti. Attualmente i tamponi eseguiti – altri sono in fase di reperimento – sugli ospiti hanno rilevato 25 casi accertati di Covid19, 4 negativi e uno debolmente positivo. Tra i positivi, 3 sono le persone decedute, nonostante il numero dei decessi all’interno della residenza, a decorrere da gennaio, sia in linea con quello degli anni precedenti.

La richiesta di trasparenza era stata sollevata nei giorni scorsi dal PD cittadino, che aveva sollecitato l’Amministrazione a intervenire per far luce sulla situazione della Pelucca dopo il susseguirsi di notizie ufficiose sulla possibilità di casi Covid al suo interno, procedendo anche all’invio di una lettera ad ATS con la quale si chiede la convocazione di un tavolo di coordinamento territoriale con Amministrazione, RSA per individuare linee programmatiche e gestionali condivise, oltre all’attivazione dell’USCA sul territorio.

Sull’argomento era intervenuto già il Presidente Giuseppe Nicosia, respingendo “attacchi politici e polemiche sterili che non fanno altro che creare allarmismo e confusione di cui non abbiamo assolutamente bisogno”.

La Fondazione rende noto che a partire dal 24 febbraio, tre giorni dopo l’individuazione del primo caso positivo a Codogno, gli accessi ai parenti sono stati limitati – previo accordo con la Direzione – proprio per garantire condizioni di sicurezza e la protezione degli ospiti delle due strutture, salvo poi essere chiusi dal 1 di marzo. I contatti con i familiari sono però proseguiti regolarmente grazie al servizio settimanale di videochiamate “VideochiAMAMI”, gestito dal personale interno sotto il coordinamento degli educatori, attraverso l’utilizzo dei tablet della Fondazione, alcuni di questi ottenuti grazie a una donazione. In tutta sicurezza anche questo, auricolari individuali per ciascun ospite e linea dedicata per i familiari dei pazienti affetti da sintomatologia Covid, in modo tale da garantire il costante contatto con i sanitari della Fondazione per accertare le condizioni di salute.

Rigore anche per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale agli operatori, secondo le progressive indicazioni fornite da Regione Lombardia, e monitoraggio più stringente della temperatura degli operatori al loro accesso sul luogo di lavoro, abbassando la soglia limite a 37° contro i 37,5° stabiliti dalla normativa. Implementato anche il servizio di pulizia e sanificazione ordinario con detergenti specifici per decontaminare le superficie maggiormente esposte al rischio di contaminazione, in linea con i protocolli regionali.

I primi isolamenti sono stati effettuati in data 27 marzo, con il verificarsi dei primi casi di febbre, indipendentemente dalla diagnosi post tampone per l’accertamento del contagio. La Fondazione fa inoltre sapere di aver attivato, come chiesto da ATS, una convenzione con l’Ospedale San Raffaele grazie alla quale i medici della residenza possono effettuare un consulto in caso di necessità, così come un servizio di radiodiagnostica a domicilio presso la Fondazione – e a carico della stessa – per evitare di sottoporre i degenti ad ulteriori rischi derivanti dal trasporto in ospedale. Grazie a questo servizio sono state effettuate, ad esempio, le lastre ai polmoni nei soggetti sintomatici.

Sulla trasparenza nella comunicazione la Fondazione precisa: “Abbiamo sempre tenuto aperto un canale di comunicazione diretto con tutti gli attori coinvolti e, in particolare, abbiamo informato costantemente informato i parenti degli ospiti e le organizzazioni sindacali dei dipendenti – concludono – particolare attenzione è stata rivolta al comitato ospiti e parenti della Fondazione inviando allo stesso un bollettino informativo a far data dal 8 aprile. In data 9 aprile è stata effettuata una call con 26 componenti partecipanti ed in quell’occasione si è convenuto informare il comitato tramite un bollettino bisettimanale”.

 

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