[textmarker color=”E63631″] NORD MILANO -[/textmarker] “Siamo in pianura e bisogna stringere i bulloni per cominciare la discesa”, così il Presidente Attilio Fontana ha giustificato la nuova ordinanza – in vigore da ieri – che prevede l’obbligo di uscire dalla propria abitazione indossando una mascherina, o uno strumento equivalente per coprire naso e bocca. Il trend positivo della curva dei contagi non deve indurre ad abbassare la guardia, anzi.
La decisone lombarda non ha mancato di suscitare perplessità, specialmente in ordine alla difficoltà di reperimento dei presìdi di protezione individuali, merce assai rara anche per gli stessi operatori sanitari. Fontana però, nella giornata di ieri, ha annunciato un piano di distribuzione capillare e gratuito su tutto il territorio lombardo, che prevede l’assegnazione totale di 3.3milioni di mascherine, ripartite secondo il numero di abitanti di ogni singola provincia della Regione. Un’operazione necessaria per consentire a tutti il rispetto dell’ordinanza regionale.
Di questo se ne occuperà la Protezione Civile lombarda, rifornendo i punti di distribuzione che saranno prevalentemente negozi di vicinato, supermercati, tabaccai, edicole ed uffici postali. Con il contributo di Federfarma, dai prossimi giorni saranno distribuite 300mila mascherine alle farmacie ora sprovviste, da destinare gratuitamente ai soggetti fragili.
I Sindaci del Nord Milano sono già al lavoro per capire come rispondere alle richieste dei cittadini. Da Paderno Dugnano il Sindaco Ezio Casati esprime alcune perplessità su modalità e tempi di distribuzione: “Non capiamo di quante mascherine potremo disporre a Paderno Dugnano visto che per tutta la provincia di Milano ne saranno destinate 900mila ma gli abitanti sono 3milioni – scrive sulla pagina Fb del Comune – Mi auguro venga fatta subito chiarezza e che si ragioni scrupolosamente sul metodo di distribuzione per evitare che la corsa alla mascherina e il conseguente rischio assembramenti diventino un’occasione di contagio”. E proprio alla ragionevolezza degli approvvigionamenti si appellano i Sindaci, come Giacomo Ghilardi e Angelo Rocchi, rispettivamente di Cinisello Balsamo e Cologno Monzese, che invitano ad evitare assalti alle farmacie per procurarsi le mascherine, in attesa di capire con quali modalità metterle a disposizione dei cittadini. 
Nel frattempo Valeria Lesma, Sindaco di Cusano Milanino, ribadisce la sottolineatura dell’ordinanza dove è previsto l’uso alternativo di foulard o sciarpe per coprirsi naso e bocca in alternativa alla mascherina, specificando inoltre che: “Il Comune non può dotare ogni singolo cittadino di mascherine chirurgiche, non perché non le voglia acquistare ma perché non se ne trovano a sufficienza”. I conti sono presto fatti, ne servirebbero circa 19mila e oltretutto le mascherine chirurgiche hanno una durata di poche ore, pertanto “regalare una mascherina usa e getta non risolverebbe il problema di chi è costretto ad uscire di casa”. Della stessa linea anche il Sindaco di Cormano Luigi Magistro, che ha inoltre messo in evidenza la possibilità di utilizzare le mascherine prodotte artigianalmente dal gruppo di volontari cormanesi e distribuite al di fuori dei negozi e dei supermercati. Ma c’è anche chi, sul tema mascherine, mette in dubbio la trasparenza e la comunicazione del primo cittadino, che però rimanda al mittente le accuse: “Trovo squallido chi oggi in questa fase drammatica strumentalizza politicamente una questione emergenziale – tuona Magistro in riferimento al post del capogruppo Pd Fabrizio Vangelista – L’informazione è sempre stata puntuale e trasparente sia coi cittadini che con le forze politiche autrici di iniziative lodevoli e condivise. Ma non si può fare appelli all’unità e poi alimentare dispute via social”.
Tutti i Sindaci del resto hanno privilegiato, nella consegna delle mascherine di cui erano a disposizione – peraltro poche – il personale in prima linea nell’emergenza Coronavirus, dagli operatori sanitari, alle Forze dell’Ordine, senza dimenticare i volontari impegnati nelle consegne di spesa e farmaci a domicilio e quelle categorie di persone più fragili per questioni di salute per cui la mascherina rappresenta un dispositivo essenziale per proteggersi dal rischio di contagio. Aver fornito dei dispositivi idonei queste categorie significa aver dato un aiuto concreto a chi è più esposto, ma nessuno resterà escluso – assicurano i Sindaci al lavoro per studiare modalità e tempi di consegna – nei prossimi giorni non mancheranno le indicazioni per tutti gli altri cittadini.






