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Sesto San Giovanni, il Comune risponde al Ministero sul piano di riequilibrio finanziario

[textmarker color=”E63631″] SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] Migliorano la capacità di riscossione e i tempi degli accertamenti, risponde così il Comune di Sesto San Giovanni al Ministero in merito al piano di riequilibrio finanziario pluriennale. L’Amministrazione ha dato riscontro alla nota del Ministero dell’Interno specificando, relativamente alla quantificazione e composizione della massa passiva, che sia nel piano di rientro che nella deliberazione consigliare di approvazione, è stato indicato il solo importo complessivo da ripianare.

La capacità di riscossione tributaria dell’Ente dal 2016 al 2018 è aumentata del 15,24 %, passando dal 64,58% della precedente amministrazione al 79,82% di quella attuale: “Questo è il frutto di un lavoro capillare e certosino – ha commentato il Sindaco Roberto Di Stefano – necessario per porre rimedio alla disastrosa situazione ereditata da chi ci ha preceduto”.

L’obiettivo è chiaro, il contrasto all’evasione delle tasse locali: “È finita l’epoca dei furbetti che non pagano e degli onesti che sono costretti a rimetterci per la totale assenza di controlli da parte di amministrazioni irresponsabili”, ha proseguito Di Stefano.

Non solo un’accelerata alle procedure di conclusione del procedimento, ma anche una riorganizzazione dei processi interni per la gestione e la riscossione delle entrate, in questo modo il Comune si adopera per migliorare la riscossione dei residui attivi. Il prossimo step sarà il completamento dell’unificazione delle banche dati – fino ad ora non comunicanti fra loro – con l’obiettivo di avere ben chiara, per ogni singolo contribuente, la posizione debitoria e recuperare gli atti per i pagamenti.

A migliorare è anche l’analisi dei residui attivi, la cui capacità si attesta al 43%, mentre con le precedenti Amministrazioni, specifica il Comune, risultava alterata da irregolarità contabili accertate dalla Corte dei Conti.

Segue la stessa logica anche il piano di innalzamento dell’efficacia delle azioni di recupero, con il monitoraggio costante dei versamenti dei contribuenti, grazie al quale si riescono ad inviare solleciti di pagamento in corso d’anno, il miglioramento dei tempi di notifica degli avvisi di accertamento e l’avvio di una fase “pre-coattiva” per gli accertamenti definitivi, unitamente ad un’attenta analisi delle posizioni debitorie.

Anche sul debito fuori bilancio l’Amministrazione ha risposto al Ministero esponendo la strategia di rientro: “Pesa il mancato inserimento dei 4, 5 milioni di euro per il completamento della linea M1 della metropolitana che hanno aggravato i debiti ereditati dalla sinistra– ha concluso Di Stefano – ma con la vendita delle Farmacie abbiamo dato copertura ai debiti fuori bilancio”.

 

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