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Cormano, parla il Sindaco Magistro: economia, trasporti e sicurezza nel futuro della città

Cormano, parla il Sindaco Magistro: economia, trasporti e sicurezza nel futuro della città
dicembre 23
09:26 2019

LA PAROLA AI SINDACI – Nell’ambito dei dialoghi del Nord Milano con le Amministrazioni comunali dei territori dei 7 Comuni, abbiamo incontrato Luigi Magistro – il terzo da sinistra nella foto – , da pochi mesi alla guida della Giunta di Cormano.

Sindaco Magistro, ci presenti un po’ Cormano, che tipo di realtà è?
La conosco bene perché ci abito da 30 anni, politicamente sono sulla scena da almeno 10 anni, quindi conosco un po’ tutte le sfumature, da cittadino e da politico. C’è tanto da fare, un po’ perché negli ultimi anni la congiuntura a livello economico ha stretto tutti i comuni, aldilà del colore politico, e a mio modo di vedere sono state fatte delle scelte politiche che hanno condizionato ulteriormente quello che è la vita normale di Cormano. Quando parlo di vita normale parlo anche proprio dei servizi, dai trasporti alle scuole, tutto quello che rientra nella vita normale dei cittadini. In questi primi sei mesi è stato un lavoro difficile, soprattutto nel capire da dentro la macchina che cosa si può fare e combattere la burocrazia, perché effettivamente il cittadino medio non comprende che certe dinamiche e situazioni purtroppo si rallentano o si complicano perché la burocrazia è compless

State pensando quindi a una semplificazione burocratica?
Assolutamente sì, da questo punto di vista stiamo cercando di snellire per quello che si può. Anche il fatto in questi mesi di andare molto a contatto con i cittadini ti permette di parlare, verificare e ascoltare, perché anche quello è un modo per accorciare le distanze e far capire che ci siamo. Questo è il primo lavoro che stiamo facendo tutti, quando dico tutti parlo della giunta. Nel nostro piccolo stiamo cercando di andare anche a verificare le situazioni più banali, come il lampione o la buca. È chiaro che non si riesce ad arrivare a tutto.

Non a tutto e non subito. Quali sono le aree di intervento più urgenti?
Questo è un passaggio che sto riscontrando, ho promesso l’impostazione di lavoro e il nostro obiettivo è quello e non me lo rimangio e stiamo lavorando per raggiungerlo. I problemi che vedono un po’ tutti a Cormano sono sicuramente la manutenzione, la viabilità, il traffico e lo smog. Per quello che mi riguarda, per le deleghe che ho in mano io, i trasporti, la metrotramvia la metropolitana M3, sto portando avanti la riapertura di via Torino per il doppio senso di marcia, la riapertura del collegamento con Bollate per via la Cava che ci condiziona un quartiere intero. Stiamo seminando, i progetti ci sono e sono convinto che in alcuni casi arriverà un risultato nel breve, mi riferisco soprattutto a via Torino. Poi è chiaro che per quello che riguarda la manutenzione spiccia e l’ottimizzazione della macchina comunale, ci vuole un tempo. Se ieri non c’erano i soldi non ci sono neanche oggi, questa è la situazione economica che abbiamo ereditato.

Quindi la situazione economica del comune com’è? C’è possibilità di investire su determinate situazioni?
Galleggiamo. Per poter vedere qualcosa a livello economico, se siamo stati bravi o meno lo vedremo nel lungo termine. Ci vorranno almeno un paio d’anni per capire se possiamo fare accorgimenti di bilancio e anche scelte che ci possano poi dare successivamente maggiore possibilità di manovra. Qui mi riferisco sempre alla manutenzione. Ci stiamo lavorando, è un obiettivo che abbiamo in mente. Sul discorso della prevenzione e della manutenzione oggi ci troviamo un paese trascurato perché negli ultimi anni non si è tenuto conto che la manutenzione è importante. Oggi è difficile recuperare e dobbiamo fare un lavoro molto più ampio che però ci porterà un domani a fare un’attenta manutenzione che ci permetterà di fare economia perché non avremo danni irreversibili con costi pesanti d’intervento.

La sua giunta arriva dopo 74 anni di gestione della sinistra, secondo lei come mai Cormano ha deciso, dopo una gestione così consolidata, di cambiare?
Cormano aveva delle radici di centro sinistra molto solide, però quello che penso io è che i cittadini abbiano voluto provare e dare fiducia a persone nuove soprattutto perché l’alternanza serve anche a stimolare le due parti. Chi ha perso sarà stimolato a sorvegliare e a fare proposte e chi oggi come noi amministra, sarà incentivato a fare bene perché per la prima volta possiamo esprimerci e mettere in campo quelle che sono le nostre idee. Non è una questione di destra o sinistra, la metto più su un discorso di persone che hanno voglia di fare e di esprimersi. Fra 5 anni vedremo se siamo stati bravi o meno. Adesso è il nostro momento e dobbiamo essere bravi a sfruttarlo e a dimostrare che siamo all’altezza e aldilà dei colori politici siamo persone legate al territorio. La politica locale si distingue da quella regionale e nazionale perché ci metti la faccia.

Quali sono gli obiettivi di mandato in rottura con l’amministrazione precedente e quali quelli che potete condividere?
Parto col presupposto, a differenza di altri, che quello che funziona va mantenuto e noi dobbiamo concentrarci su quello che noi abbiamo ritenuto che non abbia funzionato a Cormano.

Ad esempio l’economia?
Credere un po’ di più nel commercio e nelle attività produttive, anche perché Cormano nei tempi d’oro aveva da questo punto di vista – soprattutto per quanto riguarda le attività produttive – delle buone credenziali. Cosa che a causa della crisi economica si è un po’ persa sul territorio. Occorre reinvestire e dare nuove possibilità. Ricollegandomi al discorso della metropolitana questo è un rilancio per l’economia del territorio dal punto di vista delle realtà produttive. Se c’è la metropolitana che ti porta i lavoratori, queste aree dismesse – purtroppo ne abbiamo – possono essere riconvertite e riqualificate e avere un certo appeal da parte degli investitori e degli industriali. Dobbiamo capire se ci sono le possibilità di riportare le attività sul territorio, tenendo sempre presente anche il rispetto per l’ambiente. C’è un’idea di rilancio e di rigenerazione del territorio, anche perché il Nord Milano – è un discorso più ampio che non riguarda solo Cormano – ha dato tantissimo negli anni d’oro ed ora è giusto che venga riconsiderato e rilanciato perché possa tornare ad avere una buona economia. Da questo punto di vista abbiamo tanto da fare. Un terreno dove ci si può ritrovare insieme alla vecchia amministrazione ad esempio è quello culturale, come l’Ottobre Manzoniano, si possono magari modificare o rivedere alcune cose ma il contesto è molto valido.

Come può descrivere il tessuto sociale di Cormano?
Dal punto di vista sociale stiamo cercando di mantenere, se non aumentare, i servizi perché in questo momento difficile dobbiamo essere attenti in questo ambito, purtroppo ci ritroviamo sempre con delle casse risicate, quindi a volte se non facciamo è perché non ne abbiamo. L’aiuto delle associazioni è fondamentale, ho stimolato la città per far sì che gli stessi cittadini potessero mettersi in gioco con le loro associazioni. Grazie a un’associazione sportiva abbiamo aumentato i servizi sportivi per disabili. Solo per loro, non per ghettizzarli, ma in un’ottica di inclusione per attivarli in corsi specializzati, dedicati a soggetti fragili dove finora non c’era niente di specifico. Siamo aperti e se ci fosse anche la partecipazione della minoranza non abbiamo preclusione per nessuno. Se la cosa è buona si fa, noi lavoriamo per il territorio e per i cittadini, non mi interessa da chi venga la proposta, dev’essere qualcosa che aggreghi la comunità.

Parlando di economia ha sottolineato il ritorno positivo che avrebbe sul territorio l’arrivo della M3. È alle porte?Non parliamo di tempi brevi, ma come amministrazione abbiamo il dovere di insistere per il bene del nostro territorio per avere un giorno, tra 9/10 anni, la metropolitana quindi dobbiamo lavorare politicamente perché questo avvenga e mettere sul piatto tutti i pro e contro di questa iniziativa. A lunga scadenza ci saranno sicuramente delle ricadute positive dal punto di vista del traffico, dell’ambiente, del rilancio economico-sociale perché le imprese potranno con più facilità investire sul territorio che magari in questo momento non stanno prendendo in considerazione perché mancano dei raccordi come la metropolitana che è molto rapida. Un esempio è San Donato, perché non essere così da punto di riferimento per il Nord Milano? Il Nord Milano come rete di comuni deve lavorare molto da questo punto di vista e la M3 è importantissima.

Si sta già muovendo qualcosa?
C’è stato un primo incontro sul tema del prolungamento in termini di fattibilità tecnico-economica, questo è il primo passaggio. Adesso dovremo metterci al tavolo per far sì che venga promossa la seconda fase e quindi intraprendere tutti gli iter perché questo avvenga, però vedere già questo progetto che ha un suo costo e andare a verificare quali possono essere le sue criticità non è poco. Recentemente abbiamo presentato insieme ai tecnici di Società Metropolitana Milanese le 5 ipotesi, non solo le due fermate, hanno fatto un’analisi dove viene preso in considerazione il quadro generale di tutta l’area tenendo conto di quelle che sono oggi le infrastrutture e quelle che saranno in futuro, anche un’ipotetica Milano-Meda a 3 corsie o la Rho-Monza finita con la metrotramvia riqualificata con le due Milano – Seregno e la Milano- Limbiate, quindi tenendo conto di un quadro generale già sviluppato. Sulla base di questa analisi hanno messo giù 5 progetti che chiaramente hanno costi diversi ed esigenze diverse che dovranno essere valutate per individuare come strutturarla effettivamente. Positivo il fatto che si sia fatta questa analisi e positivo che si comunichi al territorio. A Cormano ho già raccolto i primi segnali di interesse e serve anche per confrontarsi rispetto alle reali esigenze dei cittadini, più teste si mettono su questo progetto più riusciamo a fare un lavoro condiviso che soddisfi più persone possibili e riesca a intercettare i problemi oggi.

Prima la marcia a Milano poi l’approvazione della mozione per la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, una trasversalità dei valori condivisi. Anche se adesso qualcuno vi tiene d’occhio sul terreno dei diritti…
Abbiamo rispetto per l’umanità senza alcun tipo di distinzione di colore. Per quello che riguarda il mio territorio quando dico cormanese non intendo il cormanese doc italiano, il cormanese è lo straniero che mi paga le tasse a Cormano, è una persona esattamente come le altre che risiedono sul mio territorio quindi con gli stessi diritti. Ho cercato di far capire che la presenza alla marcia è stata sentita, non mi ritrovo nell’odio, i valori sono trasversali per questo ho partecipato e sono stato contento di trovare miei concittadini di qualsiasi colore politico, loro contenti e io con loro per dare un segnale chiaro e forte che siamo contrari alla violenza e all’odio. La stessa Segre ha voluto rimarcare questo aspetto e non farsi tirare per la giacchetta. È un discorso trasversale, senza colori politici, dobbiamo combattere gli odiatori anonimi della tastiera, infatti prima la marcia poi il passaggio in consiglio comunale per la cittadinanza onoraria.

Un tema caro a diverse amministrazioni è quello della sicurezza. Cormano su questo cosa fa?
Durante l’ultimo consiglio comunale abbiamo approvato l’aumento dell’organico della Polizia Locale di due unità e quindi poi ci sarà il bando per avere il nuovo Comandante. Sicuramente noi abbiamo detto e faremo delle azioni per far capire che ci siamo, avere una vigilanza attenta sul territorio con i pattugliamenti non vuol dire solo controllare ma offrire un servizio in più alla cittadinanza. La Polizia Locale è qualcosa d’interno al comune, che interagisce direttamente con il cittadino, quindi dev’essere un canale privilegiato sul quale noi puntiamo molto e punteremo, partecipando ad esempio ai bandi regionali che usciranno prossimamente per le telecamere.

Con queste due assunzioni l’organico dei Vigili sarà a regime?
Siamo in linea con gli altri comuni, con queste due nuove assunzioni dovremmo essere tra le 15, 16 unità più il comandante quindi per un comune di 20 mila abitanti non è poco, in altre situazioni sono addirittura dimezzati. Poi nel corso del mandato vedremo, non chiudiamo con queste due assunzioni, devo dire la verità soffriamo un po’ su tutti gli uffici quindi dobbiamo fare una valutazione della pianta organica. Quindi primo passo sulla polizia locale assunzione dei due vigili ma dobbiamo analizzare la pianta organica dell’amministrazione comunale.

Torniamo alle telecamere, ci sono novità in arrivo?
Partiremo quasi sicuramente da quelli che sono i varchi perché dobbiamo capire chi entra e chi esce, poi serviranno anche a far capire che bisogna rispettare le regole. Occorre sicurezza e rispetto delle regole.

Che rapporti ci sono con le altre amministrazioni? Avverte la necessità di fare rete e su quali temi in particolare?
Parto dal presupposto che noi sindaci, parlo al plurale senza colore politico, siamo a disposizione e lavoriamo per la nostra città. Non ho pregiudizi, ho buonissimi rapporti ad esempio con il sindaco di Novate per via Torino perché è un discorso che ci accomuna e come amministrazione ci siamo resi conto che bisogna dialogare e cercare di trovare una soluzione comune perché si possano avere due Comuni in comunicazione. Il tema della viabilità, dei collegamenti e pianificazione sono i principali punti che legano le amministrazioni. Ma anche i servizi, perché anche a livello sociale ci possono essere dei servizi che vengono sviluppati su un territorio ma che vengono condivisi e sviluppati con altri servizi comuni, ad esempio IPIS che è un ambito di rete sovracomunale. Non mi faccio pregiudizi, ho un dialogo aperto con tutti per quello che può servire per la nostra comunità. Apertura massima.

 

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Micol Mule

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