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Bresso, tutti i premiati della “Castela d’Oro”

Bresso, tutti i premiati della “Castela d’Oro”
ottobre 05
14:30 2019

SPECIALE SAGRA MADONNA DEL PILASTRELLO – La consegna della benemerenza civica “Castela d’oro” raccoglie in ogni edizione un largo consenso da parte della cittadinanza che anche ieri sera non ha voluto mancare all’appuntamento celebrativo dei cittadini bressesi che si sono distinti per il loro impegno a servizio della comunità.

Nell’area Iso Rivolta, è stato il primo cittadino Simone Cairo a fare gli onori di casa, introducendo una novità per questa edizione della “Castela D’oro”, ovvero un riconoscimento speciale per tutti i dipendenti comunali che sono andati in pensione negli ultimi 2 anni: “Sono stati il motore, il cuore appassionato dell’amministrazione per il bene della città – ha dichiarato Cairo – ciascuno secondo la propria professionalità ha contribuito alla crescita di Bresso”. Oltre ai 12 premiati, anche un premio alla memoria di Bruno Bencini, recentemente scomparso.

La “Castela d’Oro”, massima onorificenza civile di Bresso, viene conferita – dopo il vaglio della Commissione speciale che riceve le candidature – ogni due anni, al massimo a 6 persone, Enti o Associazioni del territorio che hanno contribuito in modo significativo con la loro attività alla crescita culturale, sportiva, sociale e politica della città. Istituita oltre 20 anni fa, trae la sua origine dalla statua di Maria Immacolata situata nell’omonima piazza, monumento rappresentativo di Bresso.

Ogni candidatura rappresenta un aspetto importante della comunità e per questa edizione la Commissione ha esaminato tutte le proposte, scegliendone 6. Tra loro ne sono state individuate 2 in particolare cui dedicare la benemerenza speciale.

Tra i cittadini premiati la prima a ricevere la “Castela d’Oro” è stata Angela Re Dionigi, scelta per aver dedicato la propria vita alla cura e al mantenimento de santuario della Madonna del Pilastrello di Bresso e per aver amorevolmente sostenuto tanti concittadini, fedeli e sacerdoti che negli anni hanno frequentato questo luogo di culto.

A seguire Annunciata Piazza Strada, detta Tina, per aver dedicato tanti anni della sua vita all’educazione dei ragazzi e dei giovani di Bresso e per aver fondato l’Associazione Incontro e Presenza che per 30 anni ha permesso a molti carcerati di iniziare una nuova vita, formare una famiglia e trovare un lavoro, un esempio e testimonianza di come aiutare concretamente il prossimo.

Sergio Brambilla Pisoni è stato selezionato per la sua generosità nel mettere a disposizione della cittadinanza bressese, in modo disinteressato, la sua professionalità e la sua competenza in campo giuridico, legale e fiscale offrendo aiuto ad Enti, Associazioni ed Istituzioni del territorio cittadino nei momenti più complessi della loro vita sociale. Esempio di professionista affermato e testimone alle nuove generazioni che con la volontà nulla è precluso.

È stato poi il turno del Corpo Volontari Protezione Civile, che hanno ricevuto la “Castela d’Oro” per l’instancabile impegno dei volontari a servizio di Bresso, esempio di solidarietà sociale e impegno civile. Sempre presenti nel momento del bisogno e di emergenza locali e nazionali, hanno dimostrato che la Protezione Civile è fondamentale non solo nell’emergenza ma anche e soprattutto nel quotidiano per iniziative di prevenzione.

Le due benemerenze speciali sono invece andate a Fortunato Zinni e Antonio Recalcati.

L’ex sindaco di Bresso è stato premiato per la dedizione e la costanza nel ricercare la verità sulla strage di piazza Fontana di cui è stato testimone oculare e per il talento di ricercatore e scrittore che ha contribuito a diffondere e mantenere viva la storia della città oltre al suo impegno sociale e politico a livello locale e nazionale.

Artista contemporaneo e d’avanguardia, Antonio Recalcati ha ricevuto la benemerenza civica per aver saputo trasformare un dono artistico unico in opere amate ed apprezzate in tutto il mondo. I suoi capolavori sono esposti nei principali musei del mondo, tra cui New York, Londra, Parigi e Bruxelles, portando così il nome di Bresso, la sua storia e lo spirito del territoro in tutto il mondo.

Per lui anche la sorpresa finale, la consegna della maglietta con la scritta “Bresso two via Roma”, una sua creazione risalente ai primi anni ’80 -periodo in cui l’artista viveva a New York – ideata per fare memoria delle sue origini.

 

 

 

 

 

 

 

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Micol Mule

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