Mer. 10 Ago. 2022
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Sesto, no a 100mila euro per l’integrazione. Botta e risposta tra Giovani Sestesi e giunta

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Anche i Giovani Sestesi attaccano la giunta di Sesto San Giovanni, colpevole di aver detto di no a un finanziamento di 100mila euro per progetti di accoglienza e integrazione di cittadini stranieri.

“Se c’era ancora qualche dubbio sull’incapacità dell’amministrazione comunale di Roberto Di Stefano a gestire la città, sono definitivamente caduti in questi ultimi giorni d’estate. Dal punto di vista amministrativo, si tratta dell’ennesima dimostrazione di capacità amministrativa. Dal punto di vista politico si tratta di un nuovo passo falso che va nella direzione di peggiorare la qualità della vita e i conflitti nella città. Un vero capolavoro di incapacità e presunzione. Lo stesso sindaco che dal giorno del suo insediamento, un anno e mezzo fa, lamenta la carenza di fondi e i danni lasciati dai predecessori, ancora una volta non è in grado di gestire i fondi che arrivano dallo Stato. E’ importante comprendere che quei soldi non servivano a portare a Sesto nuovi stranieri, ma a favorire l’integrazione di quelli già presenti”, l’attacco di Paolo Vino.

Arrivano però le precisazioni dell’assessore Pizzochera, che ha la delega ai Servizi sociali. “L’integrazione a Sesto San Giovanni è sicuramente una necessità ma deve essere mirata e utile. A giugno e agosto abbiamo deliberato l’adesione ai bandi Fami 2018/2019 con progetti importanti per un’integrazione vera. In particolare abbiamo aderito a giugno a un bando che agirà nelle scuole e a favore dei bambini con un valore di 71 mila euro. Ad agosto invece abbiamo presentato un progetto dal valore di 65 mila euro che punterà agli adulti e alla formazione. Per quanto riguarda il bando del 2016/2017 puntava ad aree di azione esageratamente ristrette per bisogni superati all’interno del nostro territorio . Si trattava di un progetto francamente inutile e non più attuale, legato alla mediazione culturale per vecchi casi in carico all’osservatorio casa. I soldi pubblici non si sprecano. Non erano utilizzabili né nelle scuole né nella formazione e riguardavano un ambito che non ha più alcuna urgenza in città. Invece per i bandi Fami 2018 abbiamo già incontrato i dirigenti scolastici che si sono detti entusiasti”.

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