Mar. 27 Set. 2022
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Sesto e il presepe: simbolo di pace per fare la guerra

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Caro sindaco, questo è un ossimoro, o meglio, un controsenso. Anzi, un vero e proprio paradosso. Siamo tutti d’accordo con lei quando dice che “il presepe è portatore di un messaggio di pace”. Su questo possono concordare senza troppe obiezioni anche i non credenti, persino i più ferrei atei e agnostici potranno convalidare quanto detto: l’invenzione di San Francesco d’Assisi ha nel suo stesso Dna qualcosa a che vedere con la pace (qualsiasi cosa questo termine voglia dire, da qualsiasi angolatura lo si voglia vedere e prendere) e l’accoglienza degli ultimi e dei diversi.

Peccato che a Sesto San Giovanni sia stato brandito come un’arma, forse anche un pochino elettorale, che ha come obiettivo quello di porre un muro, una barriera, a ciò che è diverso dalle nostre tradizioni. E’ legittimo e sacrosanto che nessuno debba permettersi di attaccare o censurare i nostri simboli e le nostre tradizioni. In una città come Sesto San Giovanni, dove queste distorsioni non sono mai avvenute (ricordiamo che ogni anno Sesto promuove un concorso di presepi coordinato da un assessore della Giunta Di Stefano), questo gesto ha il significato di un attacco preventivo. Una guerra, quando il Natale dovrebbe esser esosamente simbolo di pace e di concordia. Lo stesso sindaco cade nella contraddizione che ha lanciato: “Modificare o censurare usanze, simboli, tradizioni, presumendo che questo sia politicamente corretto, è sbagliato e porta a meccanismi, figli della paura, che accrescono le divisioni e riducono le libertà”. Quale miglior strumento per garantire la libertà se non lasciare che i cittadini e le scuole autodeterminino le loro scelte, soprattutto quando queste non sono contrarie alle nostre tradizioni.

Forse, meglio avrebbe fatto il sindaco se avesse regalato un presepe a tutte le scuole, prendendosi la briga di andare a raccontarne la storia e i valori ai tanti bambini, italiani e stranieri, che non la conoscono più perché i loro genitori ne hanno perso le tracce prima di loro.

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