Sab. 02 Mar. 2024
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Stadio del Milan a Sesto. I Giovani Sestesi rivendicano la proposta

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – “Possibile che tutto debba diventare uno spot per avere due righe sul giornale o un’intervista in tv? Troviamo davvero svilente la strumentalizzazione applicata a un progetto che ha visto molte persone impegnarsi, affinché, considerata la sua importanza in prospettiva, potesse rappresentare un bene di tutti”. Paolo Vino, segretario dei Giovani Sestesi, fa riferimento alle parole del primo cittadino, Roberto Di Stefano, sullo stadio del Milan a Sesto nelle aree ex Falck.

“Una frase ‘buttata lì’, solo per attirare l’attenzione e accendere i riflettori alle porte di una nuova campagna elettorale. Solo per catturare voti. Fa davvero sorridere vedere a corto di idee il primo sindaco che dopo settantadue anni è riuscito nell’impresa di espugnare la Stalingrado d’Italia, strappandola alla sinistra sestese. Al contrario è davvero triste vedere lo stesso primo cittadino sottrarre una proposta molto importante avanzata da un’altra forza politica e ridurla a spot, per il solo gusto di far parlare di sé. Perché vede, sindaco Di Stefano, la proposta di portare lo stadio nelle ex Falck è un progetto serio, studiato e pensato. Dietro quella proposta si nasconde, lo ripetiamo, il lavoro di persone che si sono provate nel tentativo di conciliare il concetto di ‘stadio’ (con riferimento quindi all’area Sport) con quelli di intrattenimento, lavoro, cultura, commercio ed eccellenza a livello cittadino”, aggiunge Vino.

Che rivendica la proposta dello stadio nelle ex Falck. “Quel progetto, signor sindaco, era stato pensato per evitare che voi avallaste l’ennesimo centro commerciale sulle ex Falck. Da quanto evidenziato più sopra, la proposta formulata dalla Lista Civica Giovani Sestesi avrebbe in sostanza contribuito a creare un indotto. Una fabbrica in grado di generare posti di lavoro, perché la gestione delle varie attività previste dentro il complesso avrebbe richiesto l’impiego di diverse persone, in primis tanti concittadini sestesi”.

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