Sab. 16 Ott. 2021
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Lombardia, arrivano le prime misure per contrastare la ludopatia

[textmarker color=”E63631″]MILANO[/textmarker] – Gli esercenti del gioco d’azzardo dovranno tornare a scuola. O meglio, a un corso di aggiornamento.

Da qualche giorno, come ha segnalato il sito Gaming Report, la Regione Lombardia ha approvato delle misure finalizzate a proteggere i suoi cittadini dalla ludopatia. Una decisione che si inserisce all’interno di una politica di tutela, resa necessaria dal vaglio dei dati resi disponibili dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

I corsi di aggiornamento riguarderanno tutti gli esercenti di locali che comprendono apparecchi per scommettere: slot machine, lotto, lotterie, schedine e ogni disciplina del settore ludico. La durata non deve essere inferiore a due ore di 60 minuti, a cui deve essere aggiunto il tempo per la prova finale. Il provvedimento attende ora l’approvazione del Consiglio regionale, ma nell’ambiente traspare fiducia per il buon esito. L’obiettivo è informare chi è a stretto contatto con i giocatori sulle modalità e i rischi di un gioco d’azzardo compulsivo, oltre a dare strumenti per riconoscere i casi meritevoli di segnalazione. La sensibilizzazione sul problema verrà accompagnata da una dettagliata spiegazione su come relazionarsi con i soggetti più legati al gambling. Spesso infatti la ludopatia è collegata a un senso di isolamento, quasi di straniamento dalla realtà e dalle relazioni umane.

Intanto una spinta preziosa arriva anche dallo Stato, che nell’ultima conferenza con le regioni ha approvato il piano contro il Gap. In tutto verranno stanziati 45 milioni di euro, 5 in meno rispetto a quanto previsto in un primo momento. Alla Lombardia spetteranno ben 7,4 milioni, nettamente la regione più aiutata dal decreto; per rendere un’idea, riceverà quanto la somma degli importi destinati a Campania e Lazio, rispettivamente seconda e terza nella graduatoria. La decisione deriva senza dubbio da un’attenta analisi dei dati sul 2016, che vedevano la Lombardia saldamente al comando per volume di gioco, con circa 14 miliardi di euro. Su un totale di 96 miliardi, è una percentuale consistente. E l’abitudine alle scommesse è radicata non solo nelle grandi città, Milano, Pavia e Bergamo su tutte, ma anche nei piccoli centri.

Lo conferma una recente sentenza del Tar, che ha respinto il ricorso di un esercente di Cinisello Balsamo contro la riduzione degli orari di apertura delle slot machine, dalle 10 alle 22. Il tribunale ha riconosciuto che la città presenta un tasso di partecipazione alle scommesse più alto di molte altre zone d’Italia, e pertanto va tutelata la decisione del sindaco. La riduzione degli orari è un provvedimento adottato in diverse città, tra cui anche Milano. Il capoluogo di regione, sul podio nazionale tra le città sia per volume di gioco sia per quantità di slot machine, ha limitato dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23 l’apertura degli apparecchi ludici, a protezione dell’ordine sociale e della salute pubblica. Un provvedimento che dimostra l’intenzione della regione, in primis della sua città più rappresentativa, di contrastare le forme di azzardo patologico per cercare un equilibrio tra il business degli esercenti e la salute dei cittadini. Un’impresa complicata, ma non impossibile da compiere.

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