Mar. 18 Giu. 2024
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Sesto, bando sul centro Falck. Il Pd annuncia un esposto alla Procura della Repubblica

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Dopo che Andra Piano ha annunciato un esposto all’Autorità Anticorruzione sulla vicenda del bando del centro sportivo Falck, anche il Pd di Sesto San Giovanni si scaglia contro la decisione della giunta di “revocare la revoca” e modificare il bando “in corsa”, e annuncia un esposto alla Procura della Repubblica.

“La proposta, come si ricorderà, è stata approvata nello scorso mandato consiliare e prevedeva la riqualificazione del centro ad opera di un privato, con due piscine scoperte di medie dimensioni e una serie di attività ludico sportive dedicate alle famiglie, mantenendo due campi in sintetico polifunzionali per tennis e calcetto. In quella stessa delibera si impegnava l’operatore a costruire una bocciofila coperta di dimensioni più ridotte in un altra sede: a questo progetto il centrodestra e Sesto Nel Cuore allora votarono contro”, dicono i consiglieri del Pd.

Accade però che nei giorni precedenti la scadenza del bando, il sindaco Di Stefano, annunci ai quattro venti che la giunta porterà in consiglio una delibera di revoca di quel bando, invalidando così il bando prima ancora della chiusura della gara pubblica. Il sindaco poi, un giorno prima del consiglio in cui si sarebbe discussa la revoca del bando, decide di revocare la revoca e porta in consiglio invece una proposta d’integrazione, approvata dalla maggioranza. Questa cosa è per noi molto grave e crediamo possa presentare un profilo d’illegittimità: nei fatti l’oggetto del bando è stato modificato a gara conclusa”.

“In secondo luogo, cosa ancora più grave, istituisce una pratica poco corretta nei confronti di qualsiasi gara pubblica: la possibilità di condizionare gli operatori che vorranno partecipare a qualsivoglia gara che l’amministrazione farà nei prossimi anni – proseguono i portavoce del Partito democratico -. Il gruppo consiliare del Pd, nei prossimi giorni, presenterà come annunciato in Consiglio un esposto alla Procura della Repubblica per verificare che questo percorso sia lecito e legittimo. Da notare poi che la delibera, che poteva essere emendata innanzitutto dalla giunta, viene emendata dal consiglio scaricando così sui propri consiglieri l’eventuale responsabilità di un atto la cui legittimità appunto sarà esaminata dalla Procura”.

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