Lun. 25 Ott. 2021
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Cinque domande al neo consigliere alla Mobilità di Città Metropolitana

[textmarker color=”E63631″]NORDMILANO[/textmarker] – Potremmo affrontare la nomina di Siria Trezzi nel consiglio metropolitano, con delega alla Mobilità e Sviluppo Reti, da diversi punti di vista. Potremmo vederci la sconfitta del Nordmilano, e dell’hinterland, contro Milano: la Trezzi era in lizza per la carica di vice sindaco metropolitano che invece Sala ha affidato ad Arianna Censi, consigliera comunale del parlamentino del capoluogo. Potremmo anche leggerla localmente come un “problema” per Cinisello, perché d’ora in poi il sindaco dovrà dedicare tempo anche alla Città Metropolitano, sottraendolo agli impegni “di casa”, quelli che la vogliono presente a Cinisello e sempre al timone del governo locale. Oppure dilungarci nel decantare l’inutilità di questo nuovo ente istituzionale e politico che fin qui non ha prodotto granché.

Siccome però per certi aspetti rifuggiamo la politica dei pensieri, delle opinioni e delle belle parole, nella quale rischiamo spesso di cadere anche noi nel nostro ruolo di osservatori e commentatori, e siccome bisogna affrontare la nomina del primo cittadino di Cinisello come un’opportunità (un portavoce “di vicinato”, qualcuno che può portare le istanze del territorio a un livello più alto) affrontiamo il discorso da un’altra prospettiva, ponendo a Siria Trezzi cinque domande concrete che richiedono cinque risposte altrettanto concrete.

La notizia secca, di partenza, la ripetiamo: Siria Trezzi, primo cittadino di Cinisello Balsamo è stata scelta da Beppe Sala nella “giunta” di Città Metropolitana, il nuovo ente che ha sostituito l’ex Provincia. A lei il sindaco metropolitano ha affidato due deleghe: Mobilità e Sviluppo Reti. Tralasciando la seconda, ci focalizziamo sulla prima, da anni nota dolente per tutto il Nordmilano.

Ecco le cinque domande: chiediamo al sindaco Trezzi, cioè al nuovo consigliere delegato alla Mobilità di tutto l’hinterland, di lasciare da parte il fioretto politico e di rispondere con la concretezza (ripeteremo sovente questo termine) dell’amministratore:

  • parlare di mobilità da anni significa parlare di differenze tariffarie che penalizzano gli abitanti del Nordmilano, costretti a pagare il doppio (se non di più) per usufruire dei mezzi pubblici. In alcuni casi, si pensi ai sestesi che per una sola fermata di metro devono comprare biglietti maggiorati, questa differenza è marcata. Cosa intende fare per il famoso “biglietto unico”, cioè per adeguare le tariffe e non far sì che per Atm esistano cittadini di Serie A e di Serie B?
  • sharing mobility, questa sconosciuta. A Milano BikeMi, il servizio di bike sharing, è un vero fiore all’occhiello e sta facendo registrare numeri da record mondiale: e ancora, nel capoluogo, negli ultimi 4 anni 1 milanese su 5 ha “mollato” la macchina per la bici per andare al lavoro. E’ impossibile far arrivare il servizio anche a ridosso delle fermate dei mezzi pubblici nei Comuni del Nordmilano, come nel caso delle fermate della metro o a ridosso del Parco Nord? Non è il caso di creare servizi veri per le due ruote anche nel Nordmilano?
  • Sempre Milano vanta 5 operatori di car sharing, l’ultimo è arrivato la scorsa settimana, mentre gli esperimenti nel Nordmilano, in certi casi, sono miseramente falliti. Cosa intende fare?
  • a proposito di mezzi pubblici e mobilità diffusa, da mesi si attende lo studio di fattibilità da parte di Mm per il prolungamento della M5, la Lilla, verso Monza. Ci auguriamo che ora il nuovo consigliere delegato di Città Metropolitana faccia valere il suo ruolo istituzionale. Cosa farà per accelerare i tempi?
  • tranvia Milano-Seregno: sono in corso i lavori a Bresso e Cusano. I cittadini temono e per certi versi mettono già in conto ritardi e quindi disagi. Cosa si può già fare ora, nel concreto, per evitarli e vigilare affinché l’opera sia davvero strategica?
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