[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Vista dal punto del Pd, l’adesione al Pd del consigliere comunale Savino Gianvecchio, fuoriuscito tra le polemiche dal gruppo dei Democratici per il Cambiamento, ha il senso di un rafforzamento. Il Pd è alle prese con enormi problemi di coalizione, con la sinistra che gli tira la giacchetta da una parte, fermando da tempo gran parte delle decisioni strategiche per la città, e i Democratici per il Cambiamento che gliela tirano dall’altra, facendo da anima critica del lavoro della giunta. In tutto questo l’arrivo di Gianvecchio nel Pd consente al partito del sindaco di prendere fiato ed acquisire più forza nella maggioranza. Saprà utilizzarla per governare con decisioni più coraggiose? Questa è la domanda…
Intanto il sindaco Monica Chittò ha salutato la decisione di Savino Gianvecchio con un messaggio che pubblichiamo di seguito: “La notizia dell’adesione del consigliere comunale Savino Gianvecchio al gruppo del Partito Democratico, in qualità d’indipendente, suscita in me profondo rispetto e apprezzamento, soprattutto per le motivazioni che lo hanno condotto a lasciare il gruppo dei “ Democratici per il Cambiamento”, ovvero la necessità di mantenere salda la collocazione nel centro-sinistra e l’adesione al programma elettorale del Sindaco, sulla cui base ha ottenuto il consenso degli elettori. Tale collocazione e tali orientamenti intendo ribadire con forza, sottolineando la necessità che le forze politiche che compongono la coalizione che amministra la città si mantengano in tale perimetro, evitando comportamenti dissociativi e continue polemiche che non aiutano l’azione di governo, il cui compito è interpretare e, appunto, governare la domanda sociale, e non cavalcarla secondo le mode del momento. A tale proposito non posso che stigmatizzare le parole e i toni di alcune delle ultime uscite pubbliche dei Democratici per il Cambiamento, che non sono coerenti con il percorso congiunto portato avanti in questi anni in giunta e che non possono essere metodo e modo da seguire da qui alla fine del mandato”.






