Lun. 15 Apr. 2024
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Fondazione Pelucca, Nino Berti presidente tra le polemiche

[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – La Pelucca ha un nuovo presidente. E’ Nino Berti. Da anni membro del consiglio di amministrazione della Fondazione sestese che gestisce case di riposo e diversi servizi sociali, Berti è anche noto per essere il presidente dell’Università della Terza Età.

In un comunicato ufficiale la Fondazione afferma: “Nella seduta del 19 settembre u.s. il Consiglio d’Amministrazione della Fondazione La Pelucca Onlus, a seguito dalle dimissioni della presidente Maria Cristina Bombelli, è stato integrato dal signor Alberto Rovaris e dalla sig.ra Elisabetta Sanvito che ha occupato il posto lasciato libero dal consigliere Paolo Passerini. Subito dopo il Consiglio ha provveduto ad eleggere il nuovo Presidente, nella persona del consigliere Nino Berti”.

Berti è stato scelto alla guida della fondazione, anche con la fiducia del sindaco di Sesto San Giovanni Monica Chittò,  dopo mesi di tensioni. In luglio la presidente uscente Cristina Bombelli aveva lasciato, pare in conflitto proprio con il sindaco in merito a progetti strategici. Curioso il che Nino Berti sia da sempre considerato vicino a Forza Italia, e dunque non gradito a tutto il Pd. La sua elezione appare un vero strappo politico, perché avviene in uno scenario politico confuso. Non a caso è arrivata in seconda votazione, e non all’unanimità, ma con un consiglio di amministrazione spaccato e falcidiato dalle dimissioni che negli ultimi mesi sono state ben 3. Per giungere all’elezione è stato necessario che lo stesso Berti esprimesse il voto per se stesso.

Il primo a esprimere commenti forti è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Antonio Lamiranda. “La vera sconfitta è il Sindaco Chittò. Ha imposto le dimissioni dell’ex Presidente Bombelli per “imporre” un suo uomo di fiducia (Alessandro POZZI) che appena nominato si è dimesso.  E’ stata così costretta a ripiegare sulla figura ponte di Nino Berti pensando di avere il consenso totale del cda della Fondazione che alla prova del nove (ovvero alla votazione) si è spaccato a metà a riprova dell’enorme frattura che esiste nella maggioranza che amministra la città ed anche nel governo della Fondazione. Troppi interessi in gioco”.

 

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