[textmarker color=”E63631″]SESTO SAN GIOVANNI[/textmarker] – Il Movimento 5 Stelle interviene nel dibattito sulla decisione di General Electric di mettere in mobilità 179 lavoratori dello stabilimento di Sesto San Giovanni, ex Asltom. “A nulla è valso l’intervento delle Istituzioni. L’amministrazione comunale ha messo a bilancio dei bei quattrini per riportare le imprese a Sesto San Giovanni.A cosa è servito? Dove è l’appetibilità di Sesto San Giovanni? Le aziende continuano a chiudere. I negozi di vicinato abbassano le saracinesche. Decine di immobili industriali, commerciali e laboratori artigianali abbandonati al degrado. Queste 179 famiglie dovranno pensare a reinventarsi un futuro. Da sole. Tutti saranno ormai con la testa e i piedi al mare o in montagna, sindaco compreso”.
I grillini vanno all’attacco politico, accusando la giunta di centrosinistra di non aver fatto abbastanza sul fronte delle politiche per il lavoro a livello locale. “Se i nostri amministratori non avessero ad esempio coperto un buco di 5 milioni per la mala gestione delle farmacie, ora potrebbero investirli per creare nuove attività per questi 179 lavoratori e per nuove assunzioni. Ma non l’hanno fatto e non si sono neanche mai scusati con i cittadini, alcuni di questi sono parte dei 179 lavoratori che subiranno la procedura. A loro il M5S di Sesto San Giovanni esprime solidarietà e l’impegno a voler cambiare radicalmente questa città. Sesto non deve stare alla finestra, non deve lavarsene le mani”.
La proposta, nemmeno troppo concreta ma comunque un monito per chi governa: “Stare all’opposizione è difficile, ed ancor più difficile è far ragionare il Pd di Sesto San Giovanni, che nei fatti non ha nessun interesse nel voler cambiare lo status quo. Chiediamo un’azione forte per la difesa del lavoro nella nostra città: tagliamo gli sprechi partitici e liberiamo risorse utili ai più”.





