HomeBressoUnioni civili, Bresso vara il registro per i conviventi

Unioni civili, Bresso vara il registro per i conviventi

[textmarker color=”E63631″]BRESSO[/textmarker] – Martedì sera  il Consiglio Comunale ha approvato il Regolamento Comunale per l’Istituzione del Registro delle Unioni Civili.

Sulla scia di quanto fatto già a Cinisello e Sesto San Giovanni, anche Bresso ha istituito un registro per le cosiddette “coppie di fatto”. Un atto importante dal punto di vista politica, ma per ora praticamente privo di effetti sui cittadini che sceglieranno di aderirvi iscrivendosi.

“Questo giorno segna una data importante, il riconoscimento di un altro diritto. La piccola Bresso, seguendo il virtuoso esempio di molti altri comuni italiani, ha scelto ancora una volta la via dell’inclusione sociale – afferma il sindaco di Bresso Ugo Vecchiarelli – Il Comune, con questo Regolamento, provvede a tutelare le unioni civili, al fine di superare situazioni di discriminazioni e favorirne l’integrazione nel contesto sociale, culturale ed economico del territorio”.

La richiesta per l’iscrizione nel Registro può essere effettuata da due persone residenti anagraficamente nel Comune di Bresso, coabitanti e legate tra di loro da vincoli affettivi e non legate tra loro da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela…”

“Ieri la Corte Europea ha condannato l’Italia per la violazione dei diritti di tre coppie omosessuali, chiedendo al nostro Paese di riconoscere a queste coppie il rispetto per la vita privata e familiare – spiegano dal Comune – I cittadini italiani sono pronti al cambiamento, il compito dell’Amministrazione, con questo atto, è quello di dare voce a queste richiesta, sollecitando il Governo affinché approvi quanto prima una legge”.

Il Comune di Bresso aveva già compiuto un altro atto politico simbolico:  il riconoscimento della Cittadinanza Italiana Simbolica, conferito lo scorso dicembre ai figli di stranieri nati in Italia

Il Sindaco Vecchiarelli ha ribadito: “Mi auguro che l’approvazione del Registro delle Unioni Civili, che consolida la nostra attitudine alla difesa dell’integrazione sociale e dei diritti per tutti, anticipi la decisione annunciata dal nostro Parlamento di mettere il nostro Paese in pari con l’Unione Europea.  Aggiungere diritti per tutti e non toglierli è infatti quanto viene espresso dalla nostra Carta Costituzionale”.

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